L'ex presidente della Nissan-Renault-Mitsubishi Motors è fuori con una cauzione da 7,8 milioni di euro ma è sottoposto a sorveglianza speciale

In attesa del processo, che inizierà quest'autunno, Carlos Ghosn, l'ex presidente della Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, è uscito dal carcere in Giappone pagando una cauzione da 7,8 milioni di euro (un miliardo di yen). E' il primo punto a favore del manager, da 108 giorni in carcere con l'accusa di una serie di illeciti finanziari, tra cui l'aver sottostimato i suoi compensi dal 2010 al 2017 per un importo superiore agli 80 milioni di dollari, e l'abuso di fiducia aggravata.

Un'incriminazione che Ghosn ha sempre respinto, dichiarandosi innocente (qui i dettagli sulla sua strategia di difesa). Inoltre, nonostante la cifra stellare della cauzione, per Ghosn ottenere la libertà vigilata non è stato affatto semplice e deve sottostare a regole particolari.

Sotto stretta sorveglianza

Convincere la Corte giapponese ad accettare la cauzione è stato un percorso in salita. Per il pubblico ministero Ghosn potrebbe occultare delle prove utili all'incriminazione, così alla fine l'avvocato difensore dell'ex manager ha ottenuto la libertà a patto di sottoporre il suo cliente a misure di sorveglianza speciale. Tutte le comunicazioni online saranno monitorate, così come il suo cellulare ed il computer, che Ghosn potrà utilizzare comunque in maniera ridotta.

Durante questo periodo di libertà sotto cauzione, Ghosn non potrà incontrare persone soggette ad accertamenti finanziari, inclusi i dirigenti della Nissan. Allo stesso tempo una videocamera davanti al portone di casa registrerà ogni movimento.

Renault e Nissan prendono le distanze

L'arresto di Ghosn, avvenuto a Tokyo il 19 novembre, è stato un duro colpo per l'Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, il più grande gruppo automobilistico al mondo, con 10,6 milioni di auto vendute nel 2017. L'imprenditore brasiliano dopo aver mantenuto per oltre dieci anni la carica di amministratore delegato dei gruppi Renault e Nissan, il primo aprile 2017 aveva lasciato il ruolo di ad di Nissan per concentrarsi sull'Alleanza Renault-Nissan, estesa da poco anche all'acquisto di una quota di minoranza di Mitsubishi. Poi, dopo l'arresto, anche il Governo francese ha auspicato un rapido cambio dei vertici (in quanto lo Stato è azionista di Renault con una quota del 15%). A gennaio quindi è arrivata la svolta, con le cariche rivestite da Ghosn divise tra Thierry Bollorè (CEO) e Jean-Dominique Senard (Presidente).

Oggi Bollorè ha assicurato che l'azienda non nominerà Ghosn nel proprio Cda nel meeting di giugno, mentre il numero uno di Nissan, Hiroto Saikawa, ha riferito che la casa auto non teme il rilascio dell'ex top manager.