Questa raffinata coupé a 2 posti è stata pensata dal figlio di Ferdinand Piëch, presidente della Volkswagen per 13 anni

Ferdinand Piëch è una vera e propria leggenda nel mondo delle auto, perché discende dalla famiglia Porsche (è nipote di Ferdinand, fondatore del marchio) e ha guidato per 13 anni il gruppo Volkswagen. Nessuno fra i 12 figli ha ancora raccolto la sua eredità.

Potrebbe farlo Anton, che insieme all’uomo d’affari Stark Rajcic ha fondato il marchio Piëch Automotive, che presenta al Salone di Ginevra 2019 il primo dei tre modelli in programma: è la sportiva elettrica Mark Zero, un’affascinante coupé elettrica a due posti che si ispira ad alcune celebri granturismo degli anni ’60. La Piëch Automotive ha annunciato di voler lanciare anche una quattro porte ed un SUV.

Piccola e potente

Il designer László Varga ha tratto ispirazione per la Mark Zero dalle Ferrari 250 GTO, Jaguar E-Type e Shelby Cobra, sportive con linee morbide e tondeggianti che al pari della Mark Zero hanno un padiglione dall’andamento a goccia. La lunghezza di 4,32 metri è contenuta per il tipo di auto, che ha archi passaruota pronunciati e un interasse piuttosto lungo (2,62 metri): a trarne vantaggio è la sagoma laterale, perché le ruote sono alle estremità della carrozzeria e il profilo appare molto filante.

Piech Mark Zero

Il marchio svizzero ha anticipato che il peso dell’auto non supera i 1.800 chili, nonostante la complessa meccanica composta da tre motori elettrici, uno sull’asse anteriore e due posteriori: ciascuno eroga 204 CV, quindi la potenza complessiva è di 612 CV.

5 minuti per una ricarica

La Mark Zero è costruita su un pianale facilmente modulabile, perché in grado di ospitare non soltanto motori elettrici ma anche benzina, ibridi e ad idrogeno. Il costruttore svizzero non ha rivelato i dettagli di questa meccanica, come non ha spiegato la rivoluzionaria tecnologia dietro le batterie: si ricaricano dallo 0% all’80% in 4:40 minuti.

Piech Mark Zero

La Mark Zero è dotata inoltre di un sistema per il raffreddamento ad aria delle pile, più leggero rispetto a uno a liquido (-200 chili), che migliora i tempi di ricarica anche evitando il surriscaldamento: le ricariche infatti si allungano anche per colpa del calore emanato dalle batterie. Resta da vedere se la Piëch Automotive riuscirà a far arrivare queste tecnologie sull’auto di vendita.

Fotogallery: Piech al Salone di Ginevra 2019