La casa californiana torna sui propri passi e smentisce il taglio dei prezzi, che anzi verranno rincarati

Abbassare i prezzi fino al 35% era un’idea coraggiosa e provocatoria nel tipico stile di Elon Musk. Questa volta però il fondatore della Tesla è dovuto tornare sui propri passi, rinunciando a un’idea che sembrava troppo “in là” anche per un visionario come lui: è notizia di domenica che non si farà il progetto annunciato soltanto il 1 marzo, quando Tesla spiegò di voler chiudere tutti i concessionari nel mondo e ottenere da questa mossa i risparmi per tagliare i prezzi delle auto fino al 35%.

Si “salva” la Model 3 da 35.000 dollari

Negli scorsi giorni infatti Tesla ha confermato che i prezzi non verranno ribassati come promesso il 1 marzo, quando i clienti delle Model S e Model X "pregustavano" già sconti fino a 60.000 dollari, ma che dal 18 marzo i listini verranno ritoccati in tutto il mondo: la media è del 3% rispetto ai prezzi odierni.

Ciò andrà a scapito delle Model S, Model X e anche delle varianti più costose della Model 3, mentre verrà “risparmiata” la Model 3 più economica (non ancora disponibile in Italia): i 35.000 dollari del suo listino resteranno invariati.

Non tutti i concessionari saranno chiusi

Tesla insomma ha capito che non è percorribile la strada di chiudere tutti i concessionari al mondo e puntare sulle vendite online, nemmeno offrendo ai clienti – obbligati a comprare l’auto senza vederla né provarla – la possibilità di restituire la vettura 7 giorni o 1000 miglia (1609 km) dopo la consegna se insoddisfatti dell’acquisto.

La Casa americana ha deciso di mantenere aperto circa il 50% dei propri store fisici, dove i clienti potranno avere informazioni sull’auto e ricevere aiuto per completare l’ordine online.

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