Arrestati il presidente e l’ad di Blutec, accusati di aver fatto “sparire” 16 milioni di euro di finanziamenti pubblici

Brusco risveglio per gli operai dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese (PA): il sogno di produrre auto ibride ed elettriche nell'impianto siciliano fermo da anni si infrange contro la realtà che vede l’arresto di presidente e ad della Blutec, Roberto Ginatta e Cosimo di Cursi, entrambi accusati di malversazione ai danni dello Stato, ovvero di aver utilizzato per altri scopi i finanziamenti pubblici ricevuti per far rinascere le attività a Termini Imerese.

16 milioni di euro "spariti"

La Guardia di Finanza ha sequestrato gli impianti produttivi siciliani della Blutec apponendo i sigilli ai cancelli dell’azienda, oltre alle quote sociali e ai beni mobili e immobili riconducibili ai due indagati per un totale di 16,51 milioni di euro.

La Procura della Repubblica di Termini Imerese ha imposto a Ginatta e Di Cursi gli arresti domiciliari e un provvedimento di interdizione, per 12 mesi, col divieto di esercitare imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

Dodici anni di cassa integrazione e zero auto

L’accusa per i due responsabili della Blutec è quella di aver fatto sparire 16 milioni di euro dei 21 milioni ricevuti come contributi statali per avviare la produzione di auto elettriche (mai partita) impiegando circa 700 lavoratori.

Proprio gli operai, molti meno dei 700 previsti dal piano di rilancio Blutec e tutti in cassa integrazione dal 2012, sono al momento i più colpiti da quella che il sindaco di Termini Imerese definisce un “disastro annunciato”; un piccolo gruppo ha forzato gli ingressi della fabbrica per riunirsi in un’assemblea sindacale.

Il commento del Ministro

Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha così commentato la vicenda: "Gli arresti del management della Blutec di Termini Imerese confermano alcune perplessità delle parti sui piani d' investimento. Non abbandoniamo i lavoratori che sono le vittime di questa storia.

Dobbiamo prima di tutto metterli in sicurezza. Ho già dato mandato agli uffici del Ministero di contattare l'amministratore giudiziario per salvaguardare i livelli occupazionali".