Il nuovo crossover elettrico se la vedrà con una nutrita concorrenza

Mentre assistiamo a proclami e smentite sui prezzi di Model S, Model X e Model 3 ci avviciniamo sempre più alla presentazione della Tesla Model Y (prevista per il 14 marzo), quarto modello a entrare nel listino della Casa fondata e guidata da Elon Musk. Un modello strategico assente (come da tradizione Tesla) in un grande appuntamento come il Salone di Ginevra per diventare unico protagonista di un evento dedicato.

Proprio come avviene dalle parti di Apple, specializzata nello snobbare fiere come il CES di Las Vegas o il MWC di Barcellona, preferendo organizzare il WWDC (Worldwide Developers Conference) o altri eventi dove l’unica protagonista è la Mela Morsicata. Ma i parallelismi tra le 2 aziende non finiscono qui.

Tesla Model 3

Tra ottimismo e realtà

Se infatti all’inizio Apple guidava il mondo degli smartphone con le diverse generazioni di iPhone, in grado di vendere tonnellate di pezzi al secondo, ora il Melafonino soffre la concorrenza, le vendite sono in calo e riuscire a stupire è sempre più difficile.

Lo stesso rischia di avvenire dalle parti di Tesla. All’inizio infatti le elettriche di Elon Musk giocavano quasi un altro sport rispetto alle Case auto tradizionali, ancora legate ai classici motori a combustione. Certo, le vendite non hanno mai raggiunto i numeri dei colossi del settore, ma di anno in anno hanno fatto sempre meglio raggiungendo nel 2018, specialmente grazie alla Model 3, 245.240 vetture immatricolate.

La Model Y darà sicuramente un’ulteriore spinta, ma come successo all’iPhone ormai la concorrenza è agguerrita e soprattutto molto numerosa. Quanto? Basta dare un’occhiata ai listini e alle novità elettriche presentate al Salone di Ginevra per farsene un’idea.

Seat el-born

Le concorrenti

Giusto ieri si parlava dei futuri modelli elettrici che il Gruppo Volkswagen lancerà da qui al 2028. Un’invasione a batterie che comprenderà anche concorrenti più o meno dirette della Tesla Model Y. Ci sarà ad esempio la versione di serie della Seat el-born, in arrivo nel 2020, basata sulla piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen. Un crossover a emissioni zero in grado di percorrere circa 420 km con una sola ricarica.

Ancora la piattaforma MEB è protagonista con l’Audi Q4 e-tron, SUV di 4,59 metri con produzione prevista per il 2020 e con autonomia – calcolata nel ciclo WLTP – di 450 km circa. Rimanendo sempre nel Gruppo VW ci sarà anche la Volkswagen I.D., prima elettrica della Casa di Wolfsburg e attesa al debutto al prossimo Salone di Francoforte. Per lei si parla di 3 versioni con differenti batterie in grado di percorrere rispettivamente 330, 450 e 600 km.

Hyundai Kona electric

Sono invece già vere le coreane Hyundai Kona Electric e Kia e-Niro. La prima è stata la campionessa di efficienza nella nostra super prova con le 6 auto elettriche più vendute in Italia, con 13,1 kWh consumati ogni 100 km e un’autonomia dichiarata (WLTP) di 449 km, non lontani dai 435 registrati nel nostro test. Il prezzo di partenza è di 37.500 euro per la versione con batterie da 39 kWh e di 42.500 per quella da 64 kWh.

Doppia versione anche per la Kia e-Niro, in arrivo il prossimo luglio, capace di percorrere 289 con batterie da 39,2 kWh e 455 con quelle da 64 kWh. I prezzi sono ancora da confermare ma dovrebbero bene o male replicare quelli della “cugina” firmata Hyundai: 38.000 euro per la prima e 42.000 per la seconda.

Bisogno di stupire

Vi ricordate le presentazioni Apple e la “one more thing” con cui Steve Jobs amava chiudere (stupendo) i suoi interventi? Ecco, proprio quella “cosa in più” potrebbe essere l’arma vincente della Tesla Model Y. Per fare davvero colpo su un pubblico ormai abituato ad auto elettriche domani Elon Musk dovrà inventarsi qualcosa. Ma cosa?

Audi Q4 e-tron

Sappiamo che dalle parti di Palo Alto puntano tanto sull’Autopilot, ovvero il sistema di guida semi autonoma che già muove (non senza qualche guaio) Model S, Model X e Model 3 e con la Model Y potrebbe arrivare qualche affinamento ulteriore, una nuova funzionalità mai vista prima. Inserire videogiochi vintage o sistemi di intrattenimento per gli amici a 4 zampe non basta per fare breccia nel cuore degli automobilisti.

L’effetto wow potrebbe arrivare dal prezzo, anche se lo stesso Elon Musk ha spento sul nascere eventuali entusiasmi dichiarando che la Model Y sarà più grande del 10% rispetto alla Model 3 (con la quale condividerà la piattaforma) e di conseguenza più cara. La berlina media rimarrà quindi la Tesla più economica sul mercato con la sua versione da 35.000 dollari.

Fotogallery: Tesla Model Y e le sue rivali