L'auto a guida autonoma fa paura, soprattutto agli italiani. Ma quali sono i motivi per cui questa diffidenza è così diffusa?

L'idea dell'auto a guida autonoma fa paura, soprattutto agli italiani. Lo ha dimostrato un recente rapporto del Censis che ha fotografato un panorama nel quale un automobilista italiano su due non si fiderebbe delle vetture in grado di guidare da sole.

Ma quali sono i motivi per cui questa diffidenza è così diffusa? E poi, cosa si può fare per rendere le nuove tecnologie più comprensibili? Proprio a questo argomento abbiamo dedicato un Motor1Talk svoltosi presso il Volvo Studio di Milano, condotto dal direttore Alessandro Lago in compagnia di ospiti provenienti dal mondo accademico, del design, della legislazione e dell'urbanistica.

Motor1Talk Volvo Studio Milano

Il primo ospite è Francesco Leali, professore ordinario dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che ci ha spiegato la questione dell'auto che guida da sola dal punto di vista tecnologico.

L'auto autonoma è più sicura

La paura nei confronti di questo nuovo modo di intendere l'auto non è del tutto immotivata. Siamo di fronte infatti ad una svolta epocale, un cambiamento necessario per quanto riguarda la mobilità che in breve tempo assumerà tutt'altro significato.

Ma perché? Prima di tutto, a differenza di quanto percepisca la gente comune, l'auto a guida autonoma (quella che arriverà, la vera auto a guida autonoma ancora non esiste. Quelle che stiamo imparando a conoscere adesso sono "semplicemente" assistite) è più sicura. La maggior parte degli incidenti, infatti, avviene per errore umano, per distrazione o per il mancato rispetto del Codice della Strada, e con l'auto a guida autonoma gli errori non saranno più commessi.

Motor1Talk

Oggi, guardando alle tecnologie a disposizione, le Case sarebbero perfettamente in grado di produrre vetture autonome al 100%, ma è necessario procedere step by step.

La necessità di un'introduzione graduale della guida autonoma

Parlando di introduzione di tecnologie inerenti la guida autonoma, ci sono una serie di passi da seguire. Prima di tutto è necessario permettere agli automobilisti di familiarizzare con gli ultimi ADAS e con i sistemi di ausilio alla guida che caratterizzano le auto assistite di oggi.

Le tecnologie inoltre devono essere messe a punto: si deve testare il funzionamento dei singoli dispositivi per verificarne l'affidabilità e la ricerca ha costi altissimi. Le auto di nuova generazione infatti - che stanno diventando sistemi di sensori su ruote - devono macinare chilometri, raccogliere dati e analizzarli.

"La ricerca è fatta anche dalla capacità di intuire strade nuove"

È impensabile che la guida autonoma totale possa essere resa disponibile dall'oggi al domani. Si deve procedere per gradi, anche per mantenere uno scenario sostenibile in cui tutti i soggetti coinvolti contribuiscano con le giuste risorse finanziare all'avanzamento tecnologico. Come afferma il professor Leali, la mobilità del futuro offre anche enormi opportunità; cliccate sul video per approfondire l'argomento.

Fotogallery: Motor1Talk Volvo Studio Milano