Luca de Meo spiega a Ginevra come il Gruppo Volkswagen abbia assegnato alla casa di Martorell la sperimentazione della micromobilità urbana e non solo

Seat Minimó è un progetto molto interessante perché legge la mobilità elettrica e per giovani in una nuova chiave. Sì è vero, anche se questi progetti ci sono sempre stati, nei centri urbani metropolitani, dove la densità di popolazione è elevata, ci saranno prodotti differenti rispetto a quelli che abbiamo oggi, per un certo tipo di utilizzo. Non ci sarà più il SUV, il monovolume e la sedan. Ci sarà un veicolo così, qualcosa che trasporta più persone che possono dividersi il costo al chilometro. A Barcellona negli ultimi anni le auto sono diminuite di 30.000 unità, ma sono aumentati dello stesso numero scooter e moto.

Questa Minimó potrebbe essere una soluzione. Magari non sarà proprio così ma sarà minimale... magari sarà connessa, magari avrà la capacità di muoversi da sola, non si parcheggia e se si parcheggia sarà in un posto dove non si paga. L’idea è di riuscire ad offrire al cliente qualcosa di comparabile, a livello di costo, al trasporto pubblico. Come si inserisce nella strategia del gruppo Volkswagen? Ci ha risposto il Presidente di Seat, Luca de Meo, al Salone di Ginevra:

Fotogallery: Seat al Salone di Ginevra 2019

"A Seat è stato dato l’incarico di occuparsi della micromobilità urbana, intesa come movimenti in zone urbane sotto i 6-8 km, che rappresentano il 60% della mobilità urbana. Teoricamente è un buon business, oggi magari lasciato al trasporto pubblico. Dobbiamo pensare, per il Gruppo, a soluzioni alternative. Ad esempio l’anno scorso abbiamo fatto il monopattino con Segway. Fin quando arriveremo a veicoli con una lunghezza non superiore ai 2,50 metri, che possono essere lasciati nei parcheggi delle moto".

El-Born è la vera novità di Seat al Salone di Ginevra?

"Sì, è la vera novità. Si tratta di una vettura lunga 4,33 m che si inserisce nel mezzo del mercato europeo. Abbiamo deciso di salire direttamente sulla piattaforma elettrica del Gruppo con un prodotto derivato dalla I.D. ma con il nostro carattere. E’ rilevante che Seat sia la seconda marca, dopo Volkswagen, ad avere l’elettrica. Questo rende molto chiaro il fatto che è cambiato il ruolo di Seat nel Gruppo Volkswagen. Si tratta di un prodotto rivoluzionario, fatto con una piattaforma che ci accompagnerà per i prossimi 15 anni. Non sarà l’unico modello elettrico perché avremo bisogno di più di un modello, visto che nel 2025 un quarto delle vetture saranno con zero emissioni, altrimenti dovremmo pagare le multe e a noi non piace pagare multe!".

Avete già un’indicazione di prezzo per la El-born?

"In questo momento non vogliamo esporci dando un prezzo ma, se guardiamo la curva dell’offerta attuale, più del 50% si trova sopra il prezzo di questa vettura. Stiamo quindi già parlando di democratizzazione dell’elettrico. Il prossimo step è quello di dare la possibilità alla maggioranza dei clienti europei di comprare un’auto elettrica ma lo step successivo è quello di dare a tutti la possibilità di comprare un’auto elettrica, quando i costi scenderanno e si saranno risolti problemi di scala, volumi, prezzi di batterie, disponibilità di materie prime, ecc. Ma per arrivare a questo ci vorranno ancora un po’ di anni".

Seat el-Born

Cosa pensa dei risultati di Cupra?

"Dopo un anno dal lancio sento di aver avuto ragione perché stiamo facendo dei numeri impressionanti. La marca è cresciuta del 46% nell’anno scorso e quest’anno più del 100% nei primi due mesi e adesso iniziano ad arrivare i veri modelli. In Italia non si vede tanto l’effetto anche perché c’è un tema di fiscalità che la penalizza mentre in Germania, ad esempio, Cupra Ateca rappresenta il 30% del mix su tutta Ateca. Lì siamo nei top 10 con un livello di soddisfazione molto alto. In Italia invece abbiamo il livello di penetrazione più basso di tutti. Seat con Cupra fa margini che non aveva mai visto nella sua storia e questo permette di avere soldi per investire in nuove tecnologie da mettere proprio sulla macchina, che poi potranno essere offerte su altri modelli".

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Come sta evolvendo la strategia sulla Cina?

"Porteremo Seat anche in Cina, dove siamo sbarcati con una nuova joint venture (con Anhui Jianghuai. n.d.r.) Si tratta di un progetto ambizioso e complicato che, se funziona, potrebbe cambiare la faccia di SEAT. Tra 15 anni se non sei in Cina non sei nessuno. La Cina forse sarà il mercato che segnerà la tendenza in materia di connettività, batterie e veicoli che si muovono da soli, piattaforme di mobilità. Lì costruiremo un centro di ricerca, faremo una gamma di vetture solo elettriche, andremo direttamente al 5G e possiamo fare qualcosa di completamente nuovo".

Fotogallery: Seat Minimó Concept Car