È ancora polemica sul trasporto

Ricordate lo scontro fra le due fazioni del trasporto? Da una parte i taxisti, dall’altra il Noleggio con conducente (Ncc), come Uber. La questione si trascina stancamente da anni senza soluzione. Servirebbe riformare la legge 21/1992 per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, e il Codice della Strada del 1993, ma a oggi nulla si è mosso. Ora però una circolare del ministero dell’Interno del 28 febbraio, resa pubblica a metà marzo, getta benzina sul fuoco della polemica.

Cosa dice il Ministero

I noleggiatori con conducente non hanno l’obbligo di rientro in garage prima di ogni viaggio: se sono già al lavoro, in circolazione, non devono tornare in rimessa. Lo dice la circolare, confermando la legge 12/2019, che prevede una deroga di due anni al nuovo obbligo.

Non ci sarebbe stata nessuna deroga se entro il 28 febbraio scorso fosse intervenuta una delibera della Conferenza unificata, la Conferenza Stato-Regioni per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Già, ma questa delibera non c’è, e neppure si vede all’orizzonte.

Parola ai taxisti

Se tutto resterà così, pertanto, nulla cambierà sino al 13 febbraio 2021. I taxisti protestano, come in passato: l’obbligo di rientro in rimessa per gli Ncc si sarebbe, e andrebbero sanzionati i trasgressori. Si annunciano altre manifestazioni, dopo quelle anche calde del passato, e ricorsi al Tribunale amministrativo regionale contro la circolare.

“Siamo sconcertati dalla circolare del ministero dell’Interno. Di fatto ai noleggiatori sarà consentito di continuare a operare in deroga al decreto 135 approvato a dicembre: potranno continuare a lavorare nelle grandi città senza mai rientrare in rimessa nel comune dove questa è stata rilasciata”, fanno sapere Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Claai, Faisa Confail taxi, Unimpresa, Ati taxi, Associazione Tutela Legale Taxi e Associazione nazionale autonoleggiatori riuniti-Anar.

Quale risposta

Mauro Ferri, presidente di Anitrav (Associazione Ncc), al pensa diversamente: “Ci auguriamo davvero che i tassisti facciano ricorso al Tar, così anticiperemo il rinvio alla Corte costituzionale di una norma illegittima e irragionevole. La circolare è la naturale conseguenza del pasticcio legislativo che va esclusivamente a svantaggio del mondo del noleggio con conducente e dei consumatori”.

E la riforma?

Al di là di torti e ragioni, e delle interpretazioni dei cavilli, il guaio nasce da normative vecchissime e oscure, per una realtà di quasi 30 anni addietro. Quando non c’erano app, smartphone, Internet, car sharing, e multinazionali che intendono invadere il mercato della mobilità.

Ci sono stati ripetute esortazioni da parte delle autorità nei confronti di vari Parlamenti e Governi italiani, rimasti lettera morta. Fino a quando?