Se le proposte del Parlamento diventeranno realtà, dispositivi di sicurezza, come il sistema di adattamento intelligente della velocità, saranno obbligatori

Brutte notizie sul fronte sicurezza stradale in Europa: la denuncia arriva dal Parlamento Europeo. “Benché il numero degli incidenti stradali mortali nel Vecchio Continente si sia più che dimezzato negli ultimi due decenni, recenti studi mostrano che il calo ha subìto uno stop”, dice una nota UE. È un fatto che le dinamiche del 95% degli incidenti stradali registrano il contributo dell’errore umano, e che, per via dei cambiamenti demografici, la quota delle vittime anziane (al di sopra dei 65 anni) è salita dal 22% nel 2010 al 27% nel 2017.

Ecco allora le proposte del Parlamento Europeo stesso, con l’obiettivo di adeguare la legislazione esistente all’invecchiamento della popolazione, alle nuove fonti di distrazione per i guidatori (soprattutto l’uso dei dispositivi elettronici mentre si guida) e all’aumento del numero di biciclette e dei pedoni sulle strade europee.

Quali idee

Se le proposte del Parlamento diventeranno realtà (seguirà la discussione nel Consiglio Europeo), diventerebbero obbligatori dispositivi di sicurezza come il sistema di adattamento intelligente della velocità, quello di rilevazione dell'affaticamento del conducente e le tecnologie anti-distrazione alla guida.

Diventerebbero obbligatorie anche le luci di stop adattive per le frenate d'emergenza (indicano ai veicoli che seguono se quello che li precede ha dovuto frenare d’improvviso attraverso il lampeggiamento delle luci di stop), nonché la telecamera posteriore.

E l’Italia? Male

L’Italia ha avuto un leggero peggioramento in termini di sicurezza stradale passando dai 54 morti per milione di abitanti del 2016 ai 56 dell’anno successivo. Dal 2001 al 2010 non ha centrato l’obiettivo di dimezzare le vittime della strada, fissato dall’Unione Europea; siamo in gravissimo ritardo anche per il dimezzamento dei morti dal 2011 al 2020, e con ogni probabilità non ce la faremo a centrare neppure questo target.

È un po’ il fallimento dei controlli a distanza in automatico tramite autovelox e telecamere (incassi per i Comuni di 1,7 miliardi di euro l’anno in mult): serve la presenza della Forze dell’ordine per scovare chi guida in stato alterato da alcol e droghe, nonché per fermare chi si distrae con lo smartphone.