Dai pistoni alle batterie, anche i processi produttivi stanno cambiando radicalmente. Ecco dove

Dallo stabilimento Ford di Colonia a quella torinese di Mirafiori, fino alla “controversa” Lordstown, nell’Ohio, su cui ha messo gli occhi Tesla, e al lungo elenco di siti compresi nell’ambizioso piano di Volkswagen. Ecco una dozzina di impianti destinati a sostituire i pistoni con le batterie.

La rivoluzione elettrica è anche industriale: il passaggio alla batteria, che per alcune Case sarà meno graduale del previsto, richiede grandi investimenti molti dei quali sono stati devoluti all’adeguamento degli impianti produttivi.

Se in qualche caso, infatti, mettere in piedi una nuova fabbrica può risultare più conveniente che adeguarne una già esistente, nella maggior parte dei casi il passaggio avverrà su linee di montaggio già collaudate.

La parte del leone ad oggi la fa Volkswagen, prima ad aver annunciato un massiccio piano di conversione alla mobilità elettrica e presente nell’ elenco che segue con ben sette stabilimenti (a cui vanno aggiunti quelli di Kessel, nato già come centro d’eccellenza per la mobilità elettrica, e il quartier generale di Wolfsburg). Ci sono però anche altri casi, inclusi quelli di alcune fabbriche per le quali il passaggio all’elettrico è un’opportunità per salvarsi dal rischio di dover chiudere i battenti.

Zwichau (Volkswagen)

Non l’unica ma la più importante e “radicale” delle conversioni pianificate da Volkswagen riguarda lo stabilimento da cui oggi escono Golf e Golf Variant: già entro quest’anno sfornerà il primo modello della nuova famiglia I.D. per arrivare, entro il 2021, a produrre ben 6 vetture elettriche di tre diversi brand.

Zwichau

Chattanooga (Volkswagen)

Anche in Nordamerica Volkswagen fa le cose in grande. Lo stabilimento del Tennessee che attualmente produce la Passat per i mercati di Usa e Canada sarà convertito a partire dal 2022 alla produzione di modelli elettrici, iniziando dal SUV ispirato alla concept I.D. Crozz.

Chattanooga

Lordstown (GM)

Il destino di quella che fino a pochi giorni fa era la casa della Chevrolet Cruze è in bilico: GM, dopo aver fermato la produzione lo scorso 6 marzo, vorrebbe chiudere del tutto ma c’è un interessamento di Tesla alla ricerca di impianti per ampliare la sua capacità produttiva. Lo stabilimento accoglie anche reparti di lastroferratura e verniciatura.

Lordstown

Mirafiori (FCA)

Il Gruppo italoamericano deve recuperare un bel po’ di ritardo sul tema dell’elettrificazione ed è inevitabile che il cambiamento, nel suo caso, sia netto. La prima elettrica di grande serie, la nuova 500 in arrivo per l’anno prossimo, nascerà nel più storico degli stabilimenti torinesi di Fiat che oggi produce la Maserati Levante.

Mirafiori

Hambach (Daimler)

Conosciuta come “Smartville”, è la prima fabbrica del Gruppo Damiler su suolo francese, inaugurata nel ’94, per produrre appunto i modelli dell’ex-alleanza Mercedes-Swatch. Oltre alle Smart, che entro l’anno abbandoneranno del tutto i motori endotermici per diventare al 100% elettriche, questo stabilimento ospiterà in futuro anche una compatta della famiglia EQ.

Hambach

Hannover (Volkswagen)

Specializzata in commerciali e minivan, è la fabbrica che ha dato i natali alle ultime quattro generazioni di Transporter, incluso l’attuale T6. A quanto parre rimarrà sul tema, ospitando la produzione del modello elettrico ispirato alla concept I.D. Buzz, reinterpretazione moderna del classico furgoncino “Bulli”.

Hannover

Braunschweig (Volkswagen)

Non una fabbrica di vetture bensì di componenti: in questo stabilimento sono prodotti assali, parti in plastica e non per numerosi modelli del Gruppo ma anche le batterie per la e-up! e la Passat GTE. Il suo destino è passare “in toto” a quest’ultima specializzazione, realizzando le batterie per l’intera famiglia I.D.

Brunswick

Salzgitter (Volkswagen)

Da centro di eccellenza per i motori di Bentley e Bugatti a principale fabbrica di rotori e statori per i motori elettrici, nonché di celle per le batterie: l’impianto di Salzgitter fa parte con Emden, Hannover e Braunschweig di un quartetto di fabbriche della Bassa Sassonia dove si concentrerà la produzione delle I.D.

Salzgitter

Emden (Volkswagen)

Nota per essere la “casa natale” della Passat, che verrà trasferita in Repubblica Ceca, Emden (Bassa Sassonia) provvederà alla produzione delle I.D. di classe media e superiore attingendo dai vicini centri di Braunschweig e Salzgitter per meccanica e batterie.

Emden

Mlada Boleslav (Skoda)

La storica fabbrica boema dovrebbe inizialmente ospitare le linee di montaggio della Volkswagen Passat “liberando” opportunamente quella di Emden. A Mlada Boleslav tuttavia sono in programma anche uno o più modelli a batteria marchiati Skoda, tralasciando la Citigo che pure in versione elettrica dovrebbe rimanere a Bratislava.

Mlada Boleslav

Dresda (Volkswagen)

La leggendaria “fabbrica di vetro”, nata per l’ammiraglia Phaeton oltre 12 anni fa, con il tempo è passata a produrre modelli Bentley e, di recente, la e-Golf. Proseguirà su quest’ultima strada ampliando le sue competenze ad altri modelli a batteria.

Dresda

Colonia (Ford)

Oggi ci si assembla la nuova Fiesta ma la storica fabbrica di “Cologne” dal 2023 potrebbe diventare il primo sito produttivo europeo dedicato ai modelli 100% elettrici dell’Ovale Blu, che sta ancora definendo i propri piani ma che conta di iniziare a introdurre le prime vetture a batteria nel Vecchio Continente a partire dal prossimo anno.

Fotogallery: 12 fabbriche che si convertiranno all’elettrico