"Disegnare un'auto che guida da sola è molto più difficile". Scopriamo perché con il designer Mike Robinson

Le auto del futuro saranno un'altra cosa rispetto a come le conosciamo oggi. Saranno condivise, connesse e, naturalmente, in grado di muoversi da sole. Dovranno rispondere ad esigenze diverse e, per questo, avranno caratteristiche diverse.

Ma il futuro offre anche grandi opportunità. Anche dal punto di vista della progettazione. Ce le racconta Mike Robinson, designer di fama internazionale durante il Motor1Talk “Chi ha paura dell'auto che guida da sola” tenutosi nel Volvo Studio di Milano e condotto dal direttore di Motor1 Alessandro Lago.

Motor1Talk Volvo Studio Milano

Una strada tutta da scoprire

Disegnare un'auto che guida da sola è molto più difficile. Perché una vettura tradizionale, con volante, pedali, sedili e tutto il resto, la conosciamo già, mentre l'auto a guida autonoma è un oggetto da inventare. Ci sono due approcci opposti nel disegnare una vettura a guida autonoma. Da una parte c'è quello delle Case automobilistiche, che prendono un modello già in commercio e lo riempiono di radar, sensori e antenne per farlo guidare da solo, dall'altro c'è chi osa partire da un foglio bianco.

"L'auto non potrà mai essere un elettrodomestico o uno smartphone"

Soprattutto in California ci sono start-up che disegnano vetture molto distanti dal concetto di auto, ma solitamente sono prive di ogni fascino. In mezzo c'è un vuoto da riempire. Di sicuro il designer, nel realizzare un'auto a guida autonoma, non diventerà un arredatore d'interni. L'automobile del futuro non avrà più bisogno del volante, ma nessun automobilista acquisterà mai un'auto senza volante. Non soddisferebbe il proprio ego, la propria radicata necessità di percepire il controllo dell'auto e di sentirsi appagato dalle proprie abilità alla guida. Perché l'auto non potrà mai essere un elettrodomestico o uno smartphone. Dovrà sempre rappresentare un'esperienza forte.

L'importanza dell'interattività

Il car designer del futuro dovrà andare oltre le forme. Le auto dovranno essere belle non solo da un punto di vista visivo, ma da un punto di vista esperienziale. Proprio Mike Robinson, nel 1998, disegnò la Lancia Dialogos, primo esempio di vettura a guida autonoma dotata di intelligenza artificiale.

Motor1Talk Pt.4 Mike Robinson

In quel caso, traendo ispirazione da una famosa pubblicità di cioccolatini che allora era trasmessa in TV, fu battezzata Ambrogio. Ambrogio, vero e proprio assistente ante-litteram (arrivato due anni prima di Siri), era stato concepito per conoscere perfettamente il conducente e per assecondarne gusti ed esigenze. L'auto era dotata di una tecnologia in grado di farla guidare da sola. Poteva addirittura far ruotare i sedili anteriori di 180° per permettere agli occupanti di viaggiare vis-a-vis.

Ma poteva anche concedere al conducente il piacere di guidare offrendo una postazione di guida tradizionale. Ecco, il futuro dell'auto sarà questo: un'esperienza sensoriale. E i designer dovranno contribuire a renderla più piacevole e coinvolgente.

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