Con 3 serbatoi che non rubano spazio ai bagagli

Giusto un mese fa parlavamo del crollo inarrestabile delle immatricolazioni di auto a metano, praticamente dimezzate da gennaio 2018 a gennaio 2019. Un calo considerevole dovuto specialmente alla ridotta offerta a listino, con pochi modelli a offrire la doppia alimentazione. Ora però la situazione potrebbe ribaltarsi grazie al ritorno del Gruppo Volkswagen, i cui modelli a metano nel 2018 hanno rappresentato 2/3 delle immatricolazioni. Dopo la Seat Arona infatti sta per arrivare il turno della Volkswagen Golf Variant TGI, rinnovata e ora capace di percorrere ancora più chilometri.

Tre per uno

La principale novità si trova sotto il piano di carico e ha le forme di una terza bombola per il metano, che porta così la capienza totale a 17,3 kg o, se preferite, 115 litri. Tutte e 3 le bombole sono in CFRP (fibra di carbonio rinforzata con materie plastiche) e sono tutte sistemate sotto il piano di carico, così da non ridurre la capacità del bagagliaio.

L’autonomia totale andando unicamente alimentati a metano sale così a 440 km circa, ai quali si aggiungono i circa 200 km dal piccolo serbatoio di benzina da 9 litri. Capienza ridotta per un utilizzo di emergenza, cosa che rende la Volkswagen Golf Variant TGI fondamentalmente un’auto monofuel a metano.

Nuovo motore

L’altra novità principale è rappresentata dal motore, il 4 cilindri di 1,5 litri (ciclo Miller, con rapporto di compressione più basso rispetto al Ciclo Otto) da 130 CV e 200 Nm di coppia. Secondo i dati ufficiali, calcolati con ciclo WLTP, la percorrenza media è pari a 3,6 kg di metano ogni 100 km ed emissioni di CO2 di 98 g/km.

Inizialmente la Volkswagen Golf Variant TGI sarà disponibile unicamente in Germania e arriverà successivamente in altri mercati, Italia compresa, con un prezzo di listino ancora da comunicare.

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