Tutte le risposte si trovano nella terza edizione del White Paper di Repower, che affronta il tema “Mobilità sostenibile e veicoli elettrici”

Da qualche tempo ormai sentiamo parlare di auto elettriche in lungo e largo; c’è chi è favorevole e chi contrario, ma quello che è sicuro è che molti modelli nuovi sono in arrivo e il mercato, seppur minimamente, sta cambiando a favore di una mobilità più sostenibile. Ma la domanda che oggi spesso ci poniamo è una: a che punto siamo in Italia

Intorno a questo tema si è incentrata la terza edizione del White Paper di Repower “Mobilità sostenibile e veicoli elettrici” (cliccate qui per il rapporto completo, che vi consigliamo di leggere perché restituisce un quadro molto chiaro della situazione) tenutosi presso la sede milanese di Garage Italia e che ha visto l’intervento di Fabio Bocchiola, A.D. di Repower Italia, Alberto Viano, A.D. di LeasePlan Italia e del direttore di Motor1.com Italia Alessandro Lago.

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L'Italia è indietro

A livello globale il mercato dell’elettrico sta crescendo e si prevede che nei prossimi anni le EV rappresenteranno il 55% delle vendite del nuovo. In Italia i numeri sono raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso soprattutto grazie all’arrivo della Tesla Model 3 sul mercato, anche se la soluzione plug-in (quindi si parla di ibrido e non di elettrico 100%) rimane la più apprezzata per il fatto di non dipendere esclusivamente dalle colonnine o dalla ricarica domestica.

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A livello di infrastrutture però siamo ancora indietro rispetto all’Europa. La carenza di punti di ricarica rappresenta una barriera psicologica all’acquisto; entro il 2020 dovrebbero essere installate 13.000 colonnine standard e 6.000 ultra-veloci, un passo avanti ma ancora troppo poco rispetto al resto d’Europa (in Germania, per esempio, si supererà ampiamente il milione di unità nel 2020).

Come rinnovare il parco auto circolante?

Ma come fa l’Italia, che ha il parco auto circolante mediamente più longevo d’Europa, a favorire il ricambio? Con la finanziaria del 2019, oltre a ecotassa e ecobonus, sono previsti anche rimborsi del 50% delle spese (fino a un massimo di 3.000 euro) sostenute per l’acquisto e per l’installazione di punti di ricarica.

Concessionarie e enti locali ovviamente possono favorire la diffusione aggiungendo altri incentivi, ma il prezzo d’acquisto elevato, anche se ammortizzato nel tempo, risulta ancora troppo impegnativo per il cittadino medio.

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L'Europa (e la Cina) corrono

Si deve continuare a lavorare - si afferma nello studio di RePower - perché lo sviluppo del prodotto e della rete circostante sia il più efficiente e capillare possibile, seguendo l’esempio di quei paesi come Norvegia, Germania e ultimamente la Cina.

Proprio qui infatti vediamo il più grande cambiamento; entro il 2020 il Governo ha predisposto l’installazione di 5 milioni di punti di ricarica e, su un mercato da sempre attento alle novità auto europee, stanno emergendo costruttori locali - come Nio - tecnologicamente avanzati e, per lusso, prestazioni ed efficienza, altamente competitivi che stanno scalando le classifiche di mercato.