Il SUV a idrogeno è stato consegnato ad Autostrada del Brennero, che ne fa l’emblema della sua strategia green

Da 5 anni a questa parte l’unico impianto in Italia di produzione e distribuzione di idrogeno aperto al pubblico si trova a Bolzano. Secondo voi, alla luce di questo, dov’è stato consegnato il primo esemplare arrivato nel nostro Paese del SUV a idrogeno Hyundai Nexo?

Proprio a Bolzano. La Nexo infatti è entrata nella flotta di auto aziendali della società Autostrada del Brennero, che si occupa di gestire i 313 km di autostrada che uniscono Modena al traforo del Brennero.

4 stazioni di rifornimento per l’idrogeno

La Nexo è stata consegnata nei giorni scorsi a margine di una conferenza in cui i vertici di Autostrada del Brennero hanno rivelato nuove strategie per il futuro, che prevedono l’ampliamento della flotta di auto aziendali a emissioni zero (saliranno a 106) e una serie di misure per gli automobilisti in transito.

Sono in programma 4 nuove stazioni di rifornimento di idrogeno lungo l’asse autostradale e il potenziamento della rete di ricarica per le elettriche e il potenziamento delle stazioni di rifornimento per quelle a gpl e metano.

Il segreto è la reazione chimica

La Hyundai Nexo insomma è il fiore all’occhiello di questa strategia. Ed è un emblema anche per Hyundai, considerando quello di cui il SUV è capace: è la prima auto a idrogeno ad aver ottenuto le 5 stelle nelle simulazioni di incidente della Euro Ncap e ha un’autonomia di 660 km.

L’idrogeno è contenuto in 3 bombole da 52 litri l’una, e viene trasformato in energia elettrica da una reazione chimica con l’ossigeno dell’aria. L’elettricità alimenta il motore elettrico da 163 CV, che assicura prestazioni in linea con i SUV a benzina: lo 0-100 km/h infatti è di 9,2 secondi.

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