La Casa svedese ha reso disponibile la sua conoscenza in tema di incidenti stradali. Perché la sicurezza dev’essere di tutti e per tutti

Nessuno fa niente per niente. Beh, tranne qualcuno. Come gli svedesi di Volvo, per esempio, che in tema di sicurezza - storicamente - non “solo” mettono su strada veicoli tra i più protettivi in assoluto, ma già nel lontano 1959 decidono di non brevettare l’invenzione delle cinture di sicurezza a 3 punti.

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3 “banali” punti che, si stima, hanno salvato circa un milione di vite umane, grazie al fatto che anche tutte le altre Case hanno potuto utilizzare questa soluzione tecnica. Sessant’anni dopo, Volvo rimane fedele a sé stessa e mette a disposizione di tutti il proprio archivio digitale di dati, raccolti in 40 anni di incidenti stradali.

Oltre i crash test

Detto che i crash test sono sacrosanti e che hanno contribuito a innalzare esponenzialmente il livello medio di sicurezza delle auto che guidiamo tutti i giorni, è anche vero che le prove di laboratorio non potranno mai coprire la varietà di situazioni che si riscontrano su strada (a tal proposito, l'articolo che trovate qui sopra sul sedile della XC90 che previene lesioni alla colonna vertebrale è illuminante).

Volvo XC40 crash test Euro NCAP

Proprio per questo motivo, Volvo raccoglie dati da oltre 40 anni sugli incidenti stradali che coinvolgono le proprie auto: vere e proprie rilevazioni effettuate dagli ingegneri che analizzano i “rottami” e cercano di capire come migliorare la sicurezza passiva e attiva dei veicoli.

Queste preziosissime informazioni, grazie al progetto EVA (Equal Vehicle for All), sono state ora messe a disposizione di tutte le Case automobilistiche.

La donna è più in pericolo

Tra i molti aspetti emersi nel corso del tempo ce n’è uno che interessa le donne: sono loro a soffrire le conseguenze peggiori a livello cervicale e lombare in caso di impatto.

Sulla base di queste evidenze, gli ingegneri Volvo hanno messo a punto i dispositivi di sicurezza in modo che proteggano allo stesso modo persone di tutte le “taglie”, senza limitarsi, cioè, alla persona media rappresentata dai manichini utilizzati nelle prove d’impatto. 

Ora questo prezioso patrimonio di informazioni viene messo a disposizione delle Case automobilistiche interessate a migliorare il livello di protezione degli occupanti dei veicoli e di tutti gli utenti della strada.