La casa francese taglia il traguardo dei 100 anni, trascorsi sempre con lo spirito del suo geniale fondatore

Raccontare i 100 anni di Citroën è come se ti chiedessero di parlare della tua vita. "Da dove inizio?", è la domanda. C'è talmente tanto da dire che non si sa dove e come partire. La casa francese infatti ha un passato ricchissimo di auto iconiche, innovazioni tecniche e avvenimenti storici, quindi diventa difficile condensare tutto in poche righe.
 
La storia della casa per di più si intreccia inevitabilmente con quella del suo fondatore Andre Citroën, un uomo geniale che ha trasferito nell’azienda il suo estro, rendendola capace di arrivare sempre in anticipo sui tempi.
 
Eccoci quindi alle prese con la storia del marchio francese, fondato da Andre Citroën nel 1919 al termine della Prima Guerra Mondiale, quando l’imprenditore francese - dopo aver sostenuto l’industria bellica del suo paese - pensò a come investire dopo la fine delle ostilità. La sua idea fu puntare sul mercato delle auto, in quel momento agli albori: fu la scelta giusta, perché un anno dopo la fondazione Citroën vendeva già 10.000 auto.

1919-1929

La prima auto della casa francese è l’utilitaria Type A, una piccola con un motore a 4 cilindri di 1.3 litri in vendita dal 7 luglio del 1919. Il suo successo ha del clamoroso: Citroën infatti raggiunge le 10.000 auto vendute già nel 1920 e tocca le 50.000 quattro anni più tardi.
100 anni citroen
Nel 1922 arrivano le B2, evoluzione della Type A, e la Type C, un modello del tutto nuovo disponibile all’inizio solo in giallo, che le fa guadagnare il soprannome petite citron (piccolo limone). Citroën dà inoltre il via, nel 1924, a una traversata del Sahara, la prima di tante altre grandi imprese che porterà a termine nel corso della sua storia.

1929-1939

Il secondo decennio di storia è forse il migliore nella storia della Citroën, nonostante il fallimento del 1934 (la proprietà diventa della Michelin) e la scomparsa del suo fondatore (il 3 luglio 1935). Nel 1934 debutta infatti la rivoluzionaria berlina Traction Avant, fra le prime con la trazione sulle ruote davanti, sospensioni indipendenti e carrozzeria monoscocca, un’auto tecnicamente molto simile alla maggior parte di quelle odierne. 
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Citroën inizia poi a progettare la 2CV (arriverà nel 1948) e lancia il suo primo veicolo da lavoro, la Citroën Tub, anch’esso molto avanti rispetto ai tempi: ha la cabina di guida avanzata, una porta laterale scorrevole e il piano di carico ribassato.

1939-1949

Gli anni ‘40 non sembrano fortunati come il decennio passato, perché Citroën si trova subito a dover fare i conti con la distruzione dalla fabbrica parigina di Quai de Javel. La casa francese era fra le prime in Europa prima della II Guerra Mondiale, con vendite di circa 100.000 auto, ma nel 1942 la produzione è di sole 9.000 unità.
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Citroën riesce però a “tenere botta” e dopo la guerra riparte con il furgone Type H, lanciato nel 1947, prima che l’anno dopo venga mostrata l’utilitaria 2CV, un’auto essenziale, basica ma adatta al suo scopo, ossia diventare un mezzo di trasporto economico e affidabile per la classe media della popolazione. La 2CV sarà costruita fino al 27 luglio 1990 in oltre 5 milioni di esemplari.

1949-1959

Anche gli anni ‘50 iniziano con il piede sbagliato per Citroën, perché l’11 novembre 1950 muore in un incidente stradale Pierre Boulanger, il direttore generale che aveva risollevato l’azienda dopo il fallimento del 1934, messo a capo dell’azienda dietro il volere della Michelin, che diventò il principale creditore della casa francese.
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A far “dimenticare” la scomparsa di Boulanger pensa però la DS, mitica berlina che sembra arrivare dal futuro, per effetto di linee inedite rispetto alle auto dell’epoca (opera dell’italiano Flaminio Bertoni, papà anche della 2CV), a un interno di altissima qualità e alle celebri sospensioni pneumatiche, che isolano i passeggeri da qualsiasi asperità della strada. A luglio 1957 esce di produzione la Traction Avant, dopo oltre 750.000 esemplari.

1959-1969

L’anima della casa francese in questi primi decenni di attività è il geniale designer varesino Flaminio Bertoni, che dopo aver firmato auto elegantissime come le Traction Avant e DS si mette alla prova con una vettura assai più elaborata e coraggiosa: è la compatta Ami 6 del 1961, una cinque porte con il frontale che ricorda un volto umano e l’inconfondibile soluzione del lunotto inclinato verso l’interno.
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Tre anni dopo arriva la sua variante wagon. Il 1964 è anche l’anno in cui cambiano le portiere della 2CV, che si aprono in modo tradizionale (e non più al rovescio), mentre nel 1967 fanno il loro debutto i fari anteriori “rotanti” per la DS: due proiettori dei quattro ruotano seguendo lo sterzo per illuminare meglio le curve, soluzione ancora una volta in anticipo sui tempi.

1969-1979

In questo decennio Citroën torna a presentare grandi auto, anche in virtù dell’accordo che la fa entrare in possesso di Maserati (è il 1968). La casa francese decide di far fruttare l’acquisizione e mette a punto una coupé a due anime: la Citroën SM infatti ha le sospensioni idrauliche e quindi offre un grande comfort, ma il motore V6 2.7 da 170 CV la rende piacevole da guidare.
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Nel 1974 debutta invece la berlina CX, meno rivoluzionaria della DS ma pur sempre una vera Citroën, grazie alle sospensioni pneumatiche, agli interni turistici e al lunotto fortemente inclinato, tanto è vero che viene nominata Auto dell’Anno nel 1975. Il 24 aprile 1975 termina la produzione della DS: ne sono state costruite 1,3 milioni.

1979-1989

Le berline di grandi dimensioni occupano una parte fondamentale nella storia di Citroën, ma lo stesso vale per le utilitarie: nel 1980 arriva sul mercato la celebre versione Charleston della 2CV, con la sua fortunata vernice bicolore, e nel 1981 tocca invece alla rinnovata Visa, una piccola dal prezzo contenuto che dà inizio alla lunga stirpe di sportivette del marchio francese.
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Citroën lancia infatti nel 1982 la Visa GT da 80 CV e tre anni dopo fa il bis con la vivace Visa GTI, che di CV ne ha ben 105, quanti ne bastano per sfiorare i 190 km/h e far divertire anche i più sportivi. Negli ‘80 entrano in vendita anche la berlina media BX e la grande XM, passata alla storia per il suo inconfondibile profilo a cuneo.

1989-1999

La Citroën XM fa scuola e ispira tutti i modelli seguenti, perché le ZX e Xantia hanno entrambe linee spigolose e una parte anteriore molto appuntita. Nel 1996 arriva una vettura che unisce lo spazio a bordo di un van con il comfort di una berlina: è la Citroën Berlingo, capostipite delle odierne multispazio, subito messa alla “frusta” in una delle celebri traversate organizzate dalla casa francese, che il 22 agosto 1997 parte da Parigi e raggiunge Mosca.
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Prima del nuovo millennio fa in tempo anche a debuttare la Xsara Picasso, auto dal profilo inconfondibile (ricorda quello di un uovo) che è insieme alla Renault Scenic fra le più celebri monovolume compatte. La Picasso è basata sulla berlina Xsara, in vendita dal 1997.

1999-2009

Agli inizi del nuovo millennio inizia ad essere conosciuto il nome di un giovane pilota di rally, che nel 2001 fa suoi il campionato francese e quello mondiale junior: è Sebastien Loeb, leggenda dei rally che lega il suo nome al marchio francese, insieme al quale vince tutti i Campionato del Mondo dal 2004 al 2012.
100 anni citroen
Nel 2001 viene presentata la nuova ammiraglia C5, che seppur molto evoluta tecnicamente non ha l’aspetto distintivo e caratteristico delle antenate. La situazione si ribalta per la seconda generazione della C5, mostrata al Salone di Bruxelles del 2008, più gradevole nel look e con l’immancabile caratteristica delle sospensioni idrauliche, ma ciò non basta per farle “vincere” la concorrenza delle rivali tedesche. Il momento della nuova ammiraglia C6 è al Salone di Ginevra del 2006.

2009-2019

Il decennio che va al 2019 è quello in cui Citroën diversifica l’offerta, perché lancia i primi SUV della sua storia: nel 2012 debutta la C4 Aircross, basata sulla Mitsubishi ASX, prima delle attuali C3 Aircross e C5 Aircross.
 
Test Citroen C5 Aircross (2019)
Nel 2010, con l’utilitaria Citroën DS 3, la casa francese lancia il primo di una serie di modelli curati e lussuosi ispirati alla DS, fino a quando la DS non diventa un marchio indipendente (è il 2014).

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