Chi fornirà a chi gli accumulatori per l’ondata di auto a zero emissioni in arrivo nei prossimi anni?

In vista dell’imminente rivoluzione elettrica, le batterie non sono soltanto un elemento-chiave dal punto di vista tecnico: come abbiamo già sottolineato in questo articolo tutta la loro filiera, dall’estrazione alla lavorazione delle materie prime fino alla produzione vera e propria dei pack delinea anche un complesso scenario politico e finanziario.

Non per niente alcuni costruttori recentemente hanno abbandonato le vecchie rivalità per creare sinergie comuni e difendersi dal rischio di egemonia orientale (soprattutto cinese e coreana) che rischia di ribaltare gli equilibri rispetto all’era del petrolio, e che già vede i governi di Francia e Germania impegnati per creare un polo elettrico con stabilimenti produttivi nei due Paesi. Ma le Case lavorano anche, e soprattutto, per accelerare lo sviluppo tecnologico in cerca di soluzioni che permettano di superare la dipendenza da metalli e altri materiali rari, preziosi o comunque non inesauribili. Ecco le ultime novità in tema di alleanze e collaborazioni.

Volkswagen a capo dell’EBU

Batterie auto elettrica e alleanze

Costruttore tra i più attivi sul fronte della transizione elettrica, ha già avviato la conversione di alcun idei suoi stabilimenti tra Braunschweig e Salzgitter. La vera notizia è però di pochi giorni fa e riguarda la creazione, insieme agli svedesi di Northvolt, della European Battery Union (EBU), un consorzio creato per accelerare la ricerca sulle batterie in tutta Europa coinvolgendo aziende di ben 7 paesi in ricerca e sviluppo.

Prima di questo, nel 2018, Volkswagen ha avviato una collaborazione con la startup californiana QuantumScape Corporation per assicurarsi lo sfruttamento della tecnologia delle batterie allo stato solido, una delle frontiere più interessanti.

BMW guarda a Oriente

Batterie auto elettrica e alleanze

La Casa di Monaco ha un partner tedesco, Dräxlmaier Group, che produce però un po’ in tutto il mondo grazie ad una rete di 20 stabilimenti. In particolare quello tailandese, moderno e dall’elevata capacità, promette di diventare la principale fonte di approvvigionamento dei pack destinati ai prossimi modelli elettrici BMW tra cui le ormai imminenti e-Mini, iX3, i4 e iNext.

Mercedes, mega investimenti top secret

Batterie auto elettrica e alleanze

I piani della Stella sono ancora in gran parte misteriosi: le batterie della nuova EQC, prima elettrica 100% del Gruppo, e delle smart EQ sono fornite dalla tedesca Accumotive ma il Gruppo Daimler ha da tempo sottoscritto accordi anche con aziende orientali come LG Chem e SK Innovation.

Di recente, inoltre, ha annunciato un investimento pari a 23 miliardi di euro destinati all’approvvigionamento di batterie per tutti i modelli elettrici che sfornerà da qui al 2030 senza però rivelare a quali partner (difficile pensare ad uno solo) si sia rivolta per l’evasione di un ordine così importante. Senza contare i vari impianti per l’assemblaggio di batterie che sta allestendo in alcuni dei suoi stabilimenti in Europa, Asia e Nordamerica come Untertuerkheim, Sindelfingen, Bangkok e Tuscaloosa.

Renault-Nissan, ancora litio

Batterie auto elettrica e alleanze

Nissan è stata la prima a portare l’innovazione delle batterie laminate al litio, sviluppate in collaborazione con LG Chem per la prima generazione della capostipite Leaf e oggi l’alleanza, che si è appena ampliata con l’ingresso di Mitsubishi, sembra convinta di voler proseguire su questa tecnologia: di recente, infatti, Alliance Venture, il fondo di investimento del Gruppo franco-giapponese ha annunciato la partecipazione all’ultima fase del finanziamento di Enevate Corporation, una startup focalizzata sulla progettazione di nuove batterie sempre al litio, in vista di una possibile svolta tecnologica che migliori il critico rapporto tra prestazioni e costi.

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