Tre aziende dicono di avercela fatta, grazie all’evoluzione delle batterie ma non soltanto

Per diffondere davvero la mobilità elettrica occorre riuscire a garantire alle vetture a batteria la stessa praticità a cui ci hanno abituato quelle a combustibile: il che significa più colonnine, rifornimenti più veloci e non ultima, un’autonomia che quantomeno si avvicini ai 1.000 km ormai dichiarati dalla maggior parte delle vetture con motore a scoppio e da cui le elettriche sembrano ancora parecchio lontane visto che nel migliore dei casi ne offrono sì e no la metà.

Negli ultimi anni tuttavia, più di un’azienda ha annunciato di aver scoperto il modo di aumentare la densità energetica delle batterie abbastanza da risolvere questo problema. In qualche caso con soluzioni innovative quanto a materiali e tecnologie.

In altri semplicemente portando avanti la ricerca su quelle già esistenti, litio in testa, anche se al momento nessuna le ha ancora messe sul mercato. Eccone qualcuna che avrebbe la soluzione a portata di mano

1 – Innolith

Iniziamo dalla più recente che è davvero di pochi giorni fa: Innolith è una startup svizzera con laboratori in Germania che ha appena annunciato di aver trovato una soluzione per aumentare la densità energetica delle batterie al litio fino al sorprendente valore di 1.000 Wh per kg, ossia circa 4 volte più delle migliori sul mercato (quelle di Tesla, da 250 Wh/kg).

1.000 km con una ricarica: tre aziende dicono di avercela fatta

Il segreto starebbe in un nuovo elettrolita inorganico e non infiammabile che sostituirebbe i solventi a base organica impiegati attualmente. Oltre ad una maggiore efficienza, dunque, il nuovo composto ridurrebbe sensibilmente anche il rischio di surriscaldamento e la pericolosità in caso di incidenti.

Quando le vedremo? Non prestissimo, ci vorranno ancora dai 3 ai 5 anni anche perché alcuni processi e parte della tecnologia sono tuttora in fase di brevetto.

2 - Fraunhofer Institute

Più che una vera e propria azienda, è un network coordinato di istituti per la ricerca applicata con un branca, chiamata IKTS, che si occupa di materiali ceramici: è questa, in particolare, ad aver sviluppato il progetto Embatt, a cui partecipano tra gli altri anche Daimler e ThyssenKrupp.

1.000 km con una ricarica: tre aziende dicono di avercela fatta

La tecnologia di base è al litio ma le classiche celle che compongono la batteria sono sostituite da fogli metallici rivestiti da compositi a base ceramica e con superfici di contatto su entrambi i lati: queste celle “bipolari” posizionate una sull’altra eliminano i contenitori dei componenti delle batterie tradizionali e relative connessioni, risparmiando il 50% dello spazio e riducendo le dispersioni energetiche.

Dunque, più “batteria” e dunque più energia in meno spazio. Il risultato è stato annunciato nel 2017 mentre i primi test su strada inizieranno l’anno prossimo.

3 - Electriq

Nata da un asse israelo-australiano, questa società non si è concentrata tanto sulle batterie quanto sulla tecnologia delle celle di combustibile, cercando di risolvere i problemi di stoccaggio dell’idrogeno che rendono le vetture fuel-cell ancora complesse e costose.

1.000 km con una ricarica: tre aziende dicono di avercela fatta

Electriq lo ha fatto tramite un ”carburante” a base di acqua e idrogeno che secondo i creatori può essere “caricato” a bordo a temperatura e pressione atmosferica e dal quale viene poi estratto l’idrogeno da utilizzare per la generazione di energia.

Sulla carta si tratta di un passaggio in più, che però elimina il bisogno di serbatoi raffreddati e pressurizzati, con un notevole risparmio di energia. Il liquido può inoltre essere recuperato e “caricato” di nuovo di idrogeno in modo pulito e rapido. Un “pieno” garantirebbe una riserva di energia sufficiente per oltre 1.000 km.

Meno, ma più in fretta

Se alcuni si concentrano sul modo di “stivare” più energia a bordo delle auto, altri hanno come obiettivo quello di farlo più velocemente: la Desten, partner cinese della neonata Piëch che ha presentato a Ginevra il suo prototipo di supercar elettrica Mark Zero, promette tempi di ricarica inferiori ai 5’ per 500 km di percorrenza, ottenuti con tecnologie che permetterebbero di ridurre le temperature durante la ricarica ad alto voltaggio rendendo le batterie più efficienti e sicure.

Non da meno Fisker, la factory creata dall’ex-designer di BMW e Aston Martin Henrik Fisker, che per il 2023 annuncia l’intenzione di introdurre sulle sue vetture una nuova generazione di batterie con elettrodi tridimensionali capaci di aumentare la densità energetica del 250% e di accumulare energia per 800 km in un tempo inferiore a quello di un pieno di benzina.

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