A metterla a punto (anche se per ora solo in laboratorio), un’azienda svizzera. La chiave di tutto sta nei 1.000 Wh per kg. Su strada, forse, nel 2022

Avete presente la ricerca della vita su Marte? Oppure, ormai 50 anni fa, la corsa a mettere piede per primi sulla Luna? Ecco, i 1.000 km di autonomia elettrica sono, in un certo senso, un traguardo dal significato simbolico paragonabile, con risvolti però ben più decisivi sul nostro pianeta.

Immaginate infatti cosa vorrebbe dire poter viaggiare per 1.000 km tra una ricarica e l’altra, quale impulso alla diffusione della mobilità elettrica ne deriverebbe, al netto che i 1.000 km ipotizzati sarebbero poi da mettere a confronto con la realtà e con tutte le variabili ad essa legate. Cliccate qui, nel frattempo, per l'autonomia reale dei modelli più venduti in Italia.

Densità energetica

La chiave di tutto, in termini tecnici, si chiama densità energetica. In parole semplici, quanta energia si riesce a stoccare in una determinata massa. Nel caso specifico, la startup svizzera Innolith dichiara di aver raggiunto i 1.000 Wh da un accumulatore agli ioni di litio.

È bene specificare che tale traguardo per il momento è stato ottenuto in via sperimentale in laboratorio e non risultano applicazioni in alcuna automobile. Un elemento che riporta coi piedi per terra, ma che non toglie nulla alla valenza scientifica della scoperta.

Un elettrolita rivoluzionario

In termini semplici, in una batteria, l’elettrolita è il conduttore, cioè il “veicolo” che permette agli elettroni di muoversi al suo interno e, quindi, di generare energia.

Proprio grazie all’elettrolita liquido con solvente inorganico messo a punto già da tempo dalla Innolith e per la prima volta applicato in una batteria di tipo automobilistico, la densità energetica tocca i 1.000 wattora per kg, senza contare la grandissima stabilità delle prestazioni nel tempo (sempre secondo i ricercatori dell’azienda svizzera) e, ultimo ma non meno importante, il fatto che non sia infiammabile.

Dalla teoria alla pratica

Come questo dato sia stato tradotto in 1.000 km di autonomia, la Innolith non lo spiega nel dettaglio, ma come scritto sopra è sicuramente soggetto a molte variazioni, dal momento che l’autonomia di un’auto elettrica è influenzata da molti fattori: stile di guida, temperatura esterna, efficienza del veicolo (intesa come coefficiente di penetrazione aerodinamica, resistenza al rotolamento delle gomme e capacità di mantenere le batterie stesse a una temperatura più o meno costante), tipologia di percorso. ecc..

Uno sguardo al futuro

Innolith non è solo teoria: il piano di sbarco sul mercato è già nero su bianco. Prima verrà approntato un progetto pilota in Germania, poi si procederà alla stipula di contratti con aziende automobilistiche e specializzate nella produzione delle batterie, per poi arrivare, fra 3 e 5 anni, alla commercializzazione.

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