Nell'ultimo anno sono state prodotte 26 milioni di tonnellate di asfalto, un incremento del 10,2% rispetto al 2017

Per la prima volta dopo 12 anni, nel 2018 si è registrato un aumento della produzione di asfalto nel nostro paese, un dato incoraggiante se pensiamo che questo è l'indicatore principale dello stato di manutenzione sulle nostre strade.

Dall'ultima analisi effettuata dall’Associazione SITEB (Strade Italiane E Bitume) è emerso che nell'ultimo anno sono state prodotte 26 milioni di tonnellate di asfalto, un incremento del 10,2% rispetto al 2017.

Ancora non basta

Siamo ancora lontani dalle 44 milioni di tonnellate impiegate sulle nostre strade nel 2006, che garantivano una rete di circolazione efficiente e sicura, ma dopo una crisi del settore così evidente è un significativo passo in avanti verso una produzione di 30 milioni di tonnellate, ritenuta la soglia minima per garantire strade in buono stato in tutta Italia.

Secondo l’Associazione, sull’andamento positivo hanno inciso gli importanti investimenti dell’ANAS, con una produzione in stallo che per 4 anni non ha superato le 23 milioni di tonnellate, e l’avvio tardivo di cantieri previsti nei mesi successivi all’entrata in vigore del Codice Appalti e poi rinviati fino allo scorso anno.

Cosa non va

Anche se l'ultima analisi è risultata positiva, non abbiamo ancora raggiunto il regime necessario a bonificare la rete stradale dell'intero territorio, risultano infatti ancora molto trascurate numerose arterie comunali e provinciali, in attesa dei fondi necessari alla corretta manutenzione.

A causa del tempo trascorso trascurando le strade, i danni hanno logorato le fondamenta di numerosi tratti importanti che richiedono ora interventi strutturali molto costosi. Questo dato non deve far cessare quindi l'allarme sullo stato delle nostre strade che ha compromesso seriamente il nostro patrimonio.

Secondo uno studio promosso dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile, ai ritmi attuali di manutenzione saranno necessari 30 anni per rifare completamente i 600.000 km della rete stradale complessiva, senza contare la manutenzione ordinaria necessaria poi al mantenimento del nuovo manto.

Il parere degli addetti ai lavori

Il Presidente SITEB, Michele Turrini, ha dichiarato che "per far ripartire economia e lavoro, occorre tornare a investire in infrastrutture. Si stima che per ogni miliardo di euro investito in questo campo, si generino 15 mila nuovi posti di lavoro e circa un punto di Pil. In Italia, il sistema delle infrastrutture viarie è fermo da oltre 30 anni e pochissime sono le nuove costruzioni realizzate in questo mezzo secolo. Anche la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’esistente è stata carente soprattutto negli ultimi 15 anni".

I primi dati positivi registrati lo scorso anno, dopo un lungo tunnel, secondo Turrini, lasciano ben sperare, ma vanno consolidati con una visione lungimirante sulle opere pubbliche, nuove a da mantenere, necessarie per traghettare il nostro Paese verso la mobilità del futuro. "Abbiamo grandi aspettative verso il Decreto sblocca-cantieri che il Governo sta varando, da cui ci attendiamo misure per una reale ripartenza dei troppi cantieri fermi e una decisa revisione del Codice Appalti che snellisca le procedure, riducendo soprattutto gli aspetti burocratici, vera spina nel fianco di tutte le attività di questo Paese”.