Secondo uno studio promosso da Cobat l'affermarsi di tendenze come sharing, digitalizzazione ed economia circolare porteranno a recupero e riutilizzo

Finora abbiamo sempre sentito dire che il consumismo di massa e la crescente diffusione di apparecchi elettronici hanno aggravato il problema dello smaltimento dei rifiuti, uno scenario che promette di peggiorare con il progredire di tendenze come l'elettrificazione del trasporto per via delle batterie esauste.

In realtà, lo scenario futuro potrebbe essere meno drammatico di quanto ci è stato prospettato finora: a sottolineare questa eventualità è Cobat, il consorzio attivo nel campo dell'economia circolare specializzato nella raccolta riciclaggio di batterie e accumulatori, rifiuti elettronici e pneumatici usati, che nel presentare il suo rapporto annuale ha reso noti i risultati di una ricerca commissionata alla società di consulenza Althesys.

Più condivisione, meno consumi

Secondo questo studio, una serie di fattori porta a ipotizzare un miglioramento nei prossimi decenni: tra questi il progresso dei modelli di business basati sulla condivisione (“sharing economy”) anziché su possesso di beni, come la stessa automobile e la cosiddetta “dematerializzazione” di altri che li porta a trasformarsi da oggetti da acquistare a servizi di cui avvalersi senza il vincolo della proprietà.

Un esempio? La musica, passata al digitale e oggi accessibile tramite piattaforme cloud o servizi di condivisione in abbonamento, ha già portato ad una drastica riduzione della produzione di supporti “fisici” come i vecchi compact disk. Così come l'acquisto online, che accorcia la filiera tra produttore consumatore.

Elettronica e batterie, svolta ecologica

Il cambio di mentalità guiderà come in parte sta già facendo, anche la ricerca sui materiali, favorendo una progettazione finalizzata al recupero e al riciclo delle materie prime, sopratutto per componenti chiave come, appunto, gli apparecchi elettronici e le batterie delle auto elettriche.

Se oggi l'industria si ingegna su come recuperare da esse materiali preziosi, terre e metalli rari, e ridurre l'impatto ambientale, il passo successivo sarà concepirle e realizzarle con una predisposizione al riciclaggio e alla circolazione delle materie prime su più cicli di vita.