Non per tutti la sola batteria è la soluzione definitiva. Toyota e Suzuki continueranno a lavorare sull’ibrido a lungo, mentre Audi e Hyundai guardano all’idrogeno

Elettrificare sì, convertire all’elettrico no: malgrado nei programmi delle case per il prossimo decennio la parola "batteria" sia diventata più di un mantra, non tutti intendono buttarsi a capofitto sulle EV.

Mentre Case come Volkswagen che dopo gli scandali sulle emissioni sembra piuttosto ansiosa di liberarsi degli idrocarburi, annuncia decine di modelli elettrici di qui al 2025, seguita da molti altri che sembrano più o meno condividere questo orientamento, ma c’è qualcuno che prende la cosa un po’ più con le pinze.

Toyota, si continua con l’ibrido

Toyota Mirai

Non è soltanto la testardaggine giapponese a fare di Toyota, pioniera assoluta dell’ibrido, uno dei costruttori più tiepidi in tema di passaggio all’elettrico puro: La Casa della Doppia Ellisse aveva già annunciato i suoi piani oltre dieci anni fa, dichiarando che secondo la propria visione avrebbe preso in considerazione tutte le soluzioni, dai carburanti alternativi all’idrogeno, ma sempre facendoli convergere sull’ibrido.

Questo non esclude che anche Toyota abbia nei piani veicoli 100% elettrici come quelli appena presentati come concept a Shanghai, per un mercato come quello cinese che richiede a gran voce auto “pulite”.

Anche in Europa sarà quasi fondamentale averne in gamma alcune, necessarie a dare quel taglio alle emissioni che consentirà di stare nei limiti sempre più restrittivi sulle emissioni di Co2 appena votati dal Parlamento Europeo. C’è invece interesse per l’idrogeno, come dimostra il lancio su molti mercati europei della nuova Mirai.

Suzuki, trent’anni senza EV

Suzuki

Per la Casa di Hamamatsu, specialista in vetture piccole e compatte, l’approccio all’elettrificazione è stato piuttosto morbido. Anche per quanto riguarda l’ibrido, che al momento Suzuki offre sulle sue vetture nella versione più “soft”, con un mild hybrid tra più semplici e meno costosi.

Anche per il futuro più che di elettrico si parla di ibrido, orientamento confermato dall’accordo stretto con Toyota e che porterà alla condivisione della piattaforma TNGA e della tecnologia HSD per uno o più modelli compatti che arriveranno in futuro.

Nonché da recenti interviste in cui il presidente e CEO Osamu Suzuki, ha dichiarato che secondo la sua visione i problemi di approvvigionamento elettrico (specie in alcuni paesi come l’india, in cui la Casa ha uno dei sui mercati principali), uniti a quello delle materie prime e dello smaltimento non permetteranno il pieno sviluppo della mobilità elettrica almeno fino al 2050.

Per Hyundai, il futuro è nelle fuel cell

Hyundai Nexo

Pur avendo in gamma modelli EV, come la Ioniq e la Kona Electric (più i modelli della controllata Kia, e-Niro ed e-Soul), Hyundai guarda all’idrogeno per lo sviluppo del suo futuro a zero emissioni, tendenza confermata dalla presentazione, nel 2018, della crossover Nexo, “nata” da una piattaforma fuel cell appositamente sviluppata e oggi unica in commercio insieme alla Toyota Mirai.

La Casa coreana ha pianificato un deciso investimento nello sviluppo delle fuel cell, con una capacità annua che crescerà dalle attuali 3.000 unità l’anno a ben 700.000, puntando a diventare un produttore leader e fornitore anche per altri costruttori anche al di fuori del campo automotive.

Anche Audi rispolvera l’idrogeno

Audi h-tron

Per la Casa dei Quatto Anelli l’addio ai motori tradizionali sarà un percorso molto lungo e graduale. Malgrado abbia già avviato la transizione elettrica con la e-tron, Audi non conta di abbandonare i motori endotermici, Diesel inclusi, tanto rapidamente e per il futuro punta anch’essa all'utilizzo dell’idrogeno.

Ipotesi già esplorata circa 3 anni fa con i prototipi h-tron e oggi confermata dai piani, contenuti nel Report 2018 recentemente pubblicato, in cui si prevede di introdurre una h-tron di serie nella prima metà del prossimo decennio. A tale scopo Audi ha stretto un accordo sinergico con Hyundai che include sia scambi di brevetti sia collaborazioni a livello industriale.

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