Geopolitica, economia, finanza, leadership... I tanti risvolti che avrebbe un accordo di tale portata

Dieci anni dopo la fusione tra Fiat e Chrysler sembra la volta buona per una nuova grande fusione. Ghosn e Marchionne non ci sono più, al loro posto Senard e Manley a portare avanti qualcosa che potrebbe generare sinergie 5 miliardi di euro, da dividersi in egual misura tra FCA e Renault.

Tutto ciò significa 2,5 mld di euro in più nel bilancio di ognuna e, se pensate che l’utile netto di FCA nel 2018 è stato pari a circa 5 mld, è evidente come non si stia parlando di noccioline.

A tal proposito, va segnalato un comunicato appena diramato da Renault, nel quale c'è scritto, testualmente: "Dopo aver passato attentamente in rassegna i termini di questa proposta amichevole, il Consiglio di Amministrazione di Renault ha deciso di studiare con interesse l’opportunità di tale intesa, atta a consolidare l’impronta industriale del Gruppo Renault e generare un supplemento di valore per l’Alleanza".

Implicazioni su scala globale

A questo ci sarebbe da aggiungere anche 1 mld di euro che arriverebbero da sinergie con altri partner. Ma gli aspetti da tenere presenti in un’operazione del genere non sono solo quelli economici. Questi alcuni dei punti aperti.

  1. Cambierà l’equilibrio geopolitico. Anche se tutti pensiamo ancora a FCA come ad un’azienda italiana, sappiamo bene che si tratta ormai di una società americano-centrica quindi c’è da chiedersi: grazie a questa operazione sarà Trump a mettere un piede in Europa oppure la Francia a mettere un piede in America? Con tutto quello che significa a livello di dazi e di pesi politici nelle future nuove negoziazioni che Trump – magari non a caso – ha rimandato di sei mesi.

  2. A chi andrà la leadership? Sembra un’alleanza FCA-driven ma con tante figure molto importanti da entrambe le parti. Prima di tutto la “famiglia” Elkann, che diventerebbe il primo azionista singolo con il 13%, seguita dal Governo francese e da Nissan, entrambe con il 7%. Il peso politico dello stato non sarà piccolo e abbiamo già visto quanto possa essere critico anche nel caso Ghosn. Poi ci sono i due AD delle aziende. Senard, ex Michelin dove è stato il primo uomo a prendere le redini della società senza essere membro della famiglia capace di operare cambiamenti importanti, figlio di un diplomatico cresciuto girando ambasciate in giro per il mondo, arriva in Renault in un momento molto delicato. Manley, a cui va imputato gran parte del successo di Jeep e Ram. Due personaggi che potrebbero avere un ruolo critico, specialmente in un momento in cui la fusione tra Renault e Nissan sembra sempre più lontana.

  3. Economicamente sembra un’operazione che ha molto senso, anche se mancano i dettagli per capire effettivamente l’upside potenziale di entrambe le società. Bisogna capire da dove arrivano questi 5 miliardi di sinergie: quanto dai costi e quanto dai ricavi perché ovviamente cambia l’impatto sul bilancio e sui ratio patrimoniali. In linea di massima sembra avrebbe un senso e porterebbe le due aziende a competere a livello globale in termini di vendite ma anche a risparmiare tantissimi quattrini grazie alle ottimizzazioni in termini di investimenti. La prima reazione sui mercati, sia per Renault che per FCA è molto positiva e oggi sono chiusi mercati come Wall Street, Francoforte e Londra.

  4. In termini industriali la sinergia è tutta da verificare: se da un punto di vista finanziario l’operazione avrebbe molto senso, se si parla di stabilimenti si aprono diverse incognite. Va bene non chiudere nessun impianto, ma quali sono i progetti in termini di prodotti della futura alleanza? Elettrificazione, guida autonoma, razionalizzazione della gamma sarebbero tutte grandi sfide per un nuovo gruppo in cui, fino ad ora, le due aziende non hanno brillato per innovazione o per essere al passo coi tempi. Del resto questo fa il pari con il fatto che sia Renault che FCA hanno valutazioni molto basse, specialmente se confrontate con i loro competitor.

  5. Collaborazioni e alleanze tra Francia e Italia. L’operazione sarebbe molto importante non solo per il settore auto perché apre, o meglio riapre, possibilità di  che, fino a questo momento, erano state bloccate come quelle in ambito bancario o del trasporto aereo…

Non resta che aspettare

Bisogna comunque aspettare gli sviluppi che ci saranno nei prossimi giorni. Oggi pomeriggio intanto John Elkann sarà all’Università Bocconi a parlare. Dieci anni fa, quando ci fu l’annuncio di FCA e Chrysler, Elkann parlò per la prima volta a un evento proprio in Bocconi, come ricordano gli analisti di Bloomberg.

Strane coincidenze. E intanto Trump gioca a golf con Shinzo Abe… Magari lo sta preparando ad allargare l’alleanza anche a Nissan.