Il Consiglio di Amministrazione di Renault si riunisce una seconda volta per esaminare la proposta, mentre il governo francese ha trovato un’intesa con FCA sulle nomine

La risposta di Renault potrebbe arrivare mercoledì 5 giugno. Il Consiglio di Amministrazione che si è riunito martedì per esaminare in dettaglio la proposta ricevuta da FCA il 27 maggio scorso ha deciso di proseguire la discussione in una seconda giornata.

La potenziale fusione al 50% tra Renault S.A. e FCA è una svolta così strategica che i vertici hanno bisogno di più tempo per esaminare i risvolti. In prima linea ad essere interessati ci sono gli alleati di Nissan, che hanno già anticipato la necessità, qualora ci fosse una fusione, di rivedere completamente la relazione con Renault, e lo Stato francese, che detiene il 15% della casa transalpina.

Nissan si astiene dal voto

Secondo quanto riporta il Financial Times, i due rappresentanti di Nissan che siedono nel cda di Renault non voteranno la proposta al vaglio in questi giorni.

L’ad Hiroto Saikawa resta cauto e, dopo aver detto che non si opporrà all’accordo, non ha rilasciato nuove dichiarazioni.

Una posizione di spicco per il governo francese

Nei giorni scorsi il governo francese ha espresso più volte il proprio parere in merito all’ipotesi di una fusione tra FCA e Renault, dettando persino le sue condizioni: occupazione garantita in Francia e un nuovo quartier generale a Parigi.

Inoltre l’Eliseo, stando all’agenzia Reuters, avrebbe anche già trovato un accordo con FCA sulle poltrone del nuovo cda, composto da quattro membri FCA e quattro Renault: di questi ultimi uno sarebbe delegato dello Stato francese.  

Non solo, lo Stato francese sarebbe direttamente coinvolto nella scelta dei vertici aziendali in quanto Renault cederebbe all’Eliseo uno dei due posti nel Comitato nomine, formato in tutto da quattro membri.