La Casa francese potrebbe diminuire le quote in Nissan per ammorbidire le posizioni dei giapponesi

Come in una telenovela le voci sulla fusione tra FCA e Renault vanno avanti, nonostante lo stop immediato dato dalla Casa guidata da Mike Manley poco meno di una settimana fa. “Attualmente in Francia non esistono le condizioni politiche che rendono possibile un'evoluzione della proposta” si leggeva nella nota diramata dalla Casa italo/statunitense, ma pare che – come evidenziato da alcune testate nelle scorse ore – i problemi fossero (anche) altri. Problemi non insormontabili, ma che richiederanno tempo.

Questione di quote

Le notizie hanno iniziato a fioccare a seguito dell’Assemblea Generale di Renault e delle parole del Ministro dei Trasporti francese Elisabeth Borne che, ai microfoni di un’emittente transalpina, ha commentato dicendo “La partita non è ancora chiusa”. Segno di come il Governo guidato da Emmanuel Macron sia dell’avviso che una fusione FCA – Renault sia tutt’altro che una cattiva idea.

Di parere contrario invece sarebbe Nissan, le cui azioni sono per il 43,4% di proprietà di Renault, a sua volta partecipata per il 15% dal Governo francese. Un incrocio di azioni che potrebbe venir modificato, con una diminuzione delle azioni Nissan in mano alla Losanga. In questo modo, sperano in Francia, la Casa giapponese potrebbe ammorbidire la propria posizione e supportare la fusione.

Rapporti complicati

La Casa guidata da Hiroto Saikawa infatti gioca un ruolo importante nella partita, come sottolineato da Bruno Le Maire, Ministro delle Finanze francese “Una fusione tra Renault e Fca non si può fare senza il sì di Nissan”. La diminuzione delle quote in mano di Renault sarebbe la strada migliore da seguire e che potrebbe far felici tutti, anche se in Renault hanno pronto un piano B tutt’altro che pacifico e piacevole.

Secondo quanto riportato dal Financial Times infatti Jean-Dominique Senard, presidente della Casa francese, la Losanga potrebbe mettersi a sua volta di traverso nell’assemblea generale di Nissan prevista per il prossimo 25 giugno. In quell’occasione verranno creati 3 comitati (per nomine, audit e remunerazioni) che segneranno la svolta decisiva del “dopo Ghosn”. Renault avrebbe minacciato di astenersi dalla votazione, rendendola di fatto nulla.

E adesso?

“Di doman non c’è certezza” e dire se alla fine la fusione tra FCA e Renault si farà o meno è attualmente impossibile. Di certo c’è che in Francia si sta discutendo a fondo della questione e il dietrofront di FCA non ha lasciato impassibili né i vertici della Losanga né il Governo d’oltralpe. Da Macron in giù sembrano tutti pronti a rivedere le proprie idee per favorire l’accordo, basterà?