300 esemplari della celebre spider giapponese hanno sfilato in occasione del raduno per i 30 anni dall'uscita

Nobuhiro Yamamoto dev’essersi sentito come una rockstar mentre autografava oggetti di ogni tipo (cofani compresi) in mezzo a centinaia di persone che lo guardavano estasiate. L’ingegnere giapponese, che ha curato lo sviluppo della Mazda MX-5 fin dalla prima generazione, si è goduto il meritato successo in occasione del raduno a Torino per i 30 anni della mitica spider, un appuntamento decisamente riuscito che ha fatto registrare il tutto esaurito: c’era “spazio” per 300 vetture e 300 vetture erano presenti alla sfilata.

Ciò testimonia il successo della mitica due posti, diventata un’auto di culto grazie al peso ridotto, alla proverbiale agilità e ai bassi costi di gestione, che la rendono accessibile ai più.

Il raduno a Torino per i 30 anni della Mazda MX-5

Tutto nacque da uno "strano" incontro

Insieme a Yamamoto era presente al raduno anche un'altra persona importante per la MX-5: il designer giapponese Tom Matano, che ha ricordato prima della sfilata alcuni momenti chiave per la “nascita” della MX-5. Fondamentale in tal senso fu l’incontro nel 1979 fra il giornalista americano Bob Hall e Kenichi Yamamoto, che negli Anni 70 era a capo del settore ricerca e sviluppo per Mazda.

Hall convinse Yamamoto a sviluppare una leggera sportiva a 2 posti, ma la casa giapponese fu a lungo indecisa su quale tipo di auto privilegiare: il suo centro di sviluppo in Giappone fu incaricato di progettare una coupé a motore centrale, mentre quello negli Stati Uniti ricevette l’incarico per una spider a motore anteriore. Vinse il secondo progetto, del cui stile si occupò proprio Matano.

La leggerezza prima di tutto

Il resto, come si dice, è storia, perché la MX-5 venne presentata al Salone di Chicago del febbraio 1989 e diventò fin da subito apprezzatissima per le sue doti di guida e il suo stile ricco di personalità, che Matano voleva emergesse anche con l’auto coperta da un telone. La prima generazione aveva un motore 1.6 da 115 CV, sostituito nel 1994 da un 1.8 con 131 CV, che la rendevano assai brillante grazie al peso inferiore a 1000 chili. Nel 1998 arriva la seconda generazione, con linee più morbide e il motore 1.8 potenziato a 140 CV (147 dal 2001). Il 2005 è l’anno della terza serie, che per la prima volta raggiunge i 4,00 metri: ha forme tondeggiati e il cofano arrotondato. I motori sono un 1.8 da 126 CV e un 2.0 da 160 CV.

Il raduno a Torino per i 30 anni della Mazda MX-5

La quarta generazione debutta nel 2014 e ha un design più scolpito e dinamico, ma torna al di sotto dei 4,00 metri (con 3,91 metri è la più corta di sempre) e ha motori 1.5 da 131 CV e 2.0 da 160 CV. Le terza e quarta serie sono le uniche disponibili anche con una versione dal tetto rigido, non previsto per le altre.

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