A Nardò (LE) riapre dopo sette mesi il Techincal Center, il più grande proving ground europeo di proprietà di Porsche

Si pensa alla Puglia e viene in mente il mare, il buon cibo e il divertimento. Ma forse non tutti sanno che quasi sulla punta dello Stivale, a Nardò (LE), lontano da sguardi indiscreti e a due passi dalla spiaggia, si trova il più grande e importante centro di sviluppo e collaudo d’Europa, un polo d'eccellenza e d'orgoglio italiano dove la maggior parte dei costruttori europei vengono a testare le auto prossime al debutto sul mercato.

Il Nardò Technical Center è un posto segretissimo e di proprietà di Porsche dal 2012, con la Casa di Zuffenhausen che in questi ultimi sette mesi ha investito oltre 35 milioni di euro per adattare il Centro alle nuove attività di testing che, nel prossimo futuro, riguarderanno sempre di più lo sviluppo della guida autonoma e l’elettrificazione. Tra le opere effettuate il rinnovo del manto stradale dell'anello circolare, la sostituzione del guard rail perimentrale e la messa a terra di tutto il cablaggio necessario alla connettività delle auto a guida autonoma.

Nardò Technical Center, il centro di collaudo Porsche in Puglia

L'anello circolare più grande d'Europa

Punta di diamante del Nardò Technical Center è l’anello circolare di 12,6 km di lunghezza e 4 di diametro, esteso su una superficie di oltre 700 ettari e fondamentale per testare il comportamento delle auto alle alte velocità. Questo è composto da 4 le corsie dedicate alle macchine, 2 ai camion e 2 di emergenza, con un’inclinazione laterale che arriva a oltre 22 gradi su quella più esterna. Ciò permette alle macchine di arrivare fino a 260 km/h e, con sterzo costante, percorrere l’anello continuamente come se ci si trovasse su un rettilineo infinito.

Con la recente ristrutturazione è stato sostituito tutto il manto stradale della pista ed è stato istallato un nuovo guard rail in grado di assorbire gli impatti e di “accompagnare” l’auto fino all’arresto evitando pericolosi rimbalzi. Ma, oltre all’anello, sono oltre 20 le piste presenti nel Nardò Technical Center destinate al collaudo di qualsiasi tipo di mezzo terrestre, da quella handling che riprende le curve del Nurburgring a quelle per camion.

Nardò Technical Center, il centro di collaudo Porsche in Puglia

Non solo Porsche

Nonostante il Centro sia di proprietà tedesca, Porsche mette a disposizione le sue strutture e i suoi collaudatori alle altre Case, che possono usufruire quindi di un polo d’eccellenza mondiale super tecnologico e lontano dai curiosi per sviluppare le auto che arriveranno sul mercato uno o anche due anni dopo. Ferrari, Lamborghini, FCA, Ford, BMW, Audi e Volkswagen sono solo alcuni dei costruttori clienti che rappresentano il core business dell’attività, con i privati che non possono accedere al circuito evitando così qualsiasi rischio di fuga di notizie o foto.

Come la guida autonoma cambierà il mondo del collaudo

Che ruolo avrà il collaudatore?

Inevitabilmente l'avvento della guida autonoma, dell'elettrificazione e della connettività legata a queste tecnologie ha - e avrà sempre di più - importanti ripercussioni su tutto il mondo del collaudo, dalle strutture come il Nardò Technical Center alla figura in sé del collaudatore, come spiegato da Antonio Gratis, DG del Centro, in occasione della conferenza stampa di inaugurazione dopo i 7 mesi di chiusura.

Negli ultimi decenni abbiamo visto come le auto siano progettate e sviluppate in tutte le loro componenti da menti elettroniche, da computer in grado di elaborare prototipi virtuali e simularne i comportamenti dinamici già solo attraverso lo schermo. Questo porta ad un ridimensionamento del ruolo del collaudatore, ancora maggiore se si pensa che la guida è una delle sfide tecnologiche più grandi che l'industria dell'auto si troverà ad affrontare nei prossimi anni. La tecnologia però non potrà fare tutto da sola, ed è proprio qui che entra in gioco la figura umana, che dovrà essere in grado di tararla per rendere l'auto robot il più sicura ed efficace possibile. In tutto questo, quindi, la sensibilità umana nel calibrare la tecnologia delle auto avrà sempre un ruolo di primo piano, non annullando - ma evolvendo - la figura del collaudatore.

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