Se il Governo dovesse cadere sarebbero a rischio molte manovre che riguardano l'auto. Facciamo il punto

Dopo i fatti degli ultimi giorni della settimana scorsa, il Governo italiano è in crisi. Dopo un weekend di strategie e accordi, oggi potrebbe essere il momento della resa dei conti, in cui le Camere saranno chiamate a votare la fiducia e decidere le sorti di questa legislatura, che dall'inizio si regge su un accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle.

In Italia siamo storicamente abituati ai Governi che saltano, anche dopo breve tempo, portando anche all'annullamento di tutti i loro progetti. In questo caso sarebbe particolarmente coinvolto anche il mondo dell'auto che negli ultimi mesi è stato al centro di diverse proposte e provvedimenti, alcune innovative, altre già note, anzi trite e ritrite. Gli argomenti in ballo sono l'ecobonus, il bollo, le accise sui carburanti, il codice della strada e le concessioni autostradali.

Ecoincentivi e bollo auto

Partiamo proprio dall'ecobonus, che il Governo in carica ha attivato a inizio 2019, stanziando 60 milioni di euro per l'anno in corso e 70 milioni per i prossimi due anni. Un provvedimento che si sta rivelando determinante per la crescita del mercato elettrico italiano, visto che nei primi sette mesi dell'anno è salito del 104% rispetto allo stesso periodo del 2018: quasi 6.000 auto elettriche immatricolate a fronte di quasi 3.000.

Ovviamente, nessuno sa che cosa succederebbe con una nuova legislatura e se gli ecoincentivi verrebbero confermati. Poi c'è l'argomento del bollo auto, della cui eliminazione (o quantomeno riduzione) si parla da decenni e circa cui il Movimento 5 Stelle si è sempre mostrato favorevole. In caso di caduta del Governo, dunque, ogni discorso verrebbe cancellato.

Codice della Strada

Anche gli aggiornamenti al Codice della Strada rischierebbero di saltare completamente. Allo stato attuale il testo è stato approvato in prima lettura in Commissione Trasporti alla Camera, ma deve ancora transitare a Montecitorio e in Senato. Un iter che dovrebbero renderlo operativo entro la fine del 2019, sempre che il Governo attuale non cada.

In questo caso, dunque, verrebbero cancellati cambiamenti tanto attesi come le sanzioni inasprite per chi guida con il cellulare in mano, l'obbligo del casco per chi va in bici e ha meno di 12 anni, ma anche tutta la nuova regolamentazione che riguarda i monopattini elettrici, gli hoverboard e i segaway, unitamente alle loro regole di circolazione.

Autostrade, accise e IVA

Infine ci sono le battaglie “politiche” che il Governo gialloverde sta portando avanti, a vari livelli di fattibilità. Tutte le dichiarazioni nei confronti delle tanto odiate accise (che Matteo Salvini si era impegnato a togliere durante il primo Consiglio dei Ministri), per esempio, si sono sempre rivelate più simili a favole della buonanotte che a promesse realizzabili.Nonostante il loro taglio sia ancora ben presente nel contratto di governo.

Di contro però con la sfiducia scomparirebbe anche l'aumento delle accise sul gasolio, proposto dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e da inserire nella Legge di Bilancio 2020.

Questo soprattutto perché gli introiti da carburanti rappresentano un flusso di denaro fresco e costante che sostiene moltissime operazioni di routine dello Stato. Siamo pronti a scommettere che in un'eventuale nuova campagna elettorale il loro nome salterà nuovamente fuori, ma sappiamo già come andrà a finire.

Anche la possibile revoca delle concessioni ad Autostrade s.p.a. a seguito del crollo del Ponte Morandi di Genova rappresenta prima di tutto una battaglia politica, e chissà come finirebbe con la formazione di un nuovo Esecutivo. Se i 5 Stelle infatti sono sempre stati chiari sulla volontà di togliere le concessioni alla famiglia Benetton (che controlla Autostrade tramite Atlantia), Matteo Salvini si è mostrato più cauto.

Infine c'è l'aumento dell'IVA, con le famigerate clausole di salvaguardia che sono pronte a scattare all'inizio del 2020, facendola salire al 25%. Un colpo che non colpirebbe chiaramente il mondo dell'auto (con aumento dei listini e dei carburanti) ma di qualunque bene in vendita. Qualsiasi Governo sia in carica nelle prossime settimane, dovrà fare di tutto per evitarlo.