A settembre potrebbe passare la proposta di ritoccare il listino dei carburanti verso l'alto con rincari anche sui biglietti aerei

Aumentare il prezzo di benzina e diesel per scoraggiare l'uso dei mezzi privati e inquinare meno. La Svizzera è pronta a farlo per raggiungere l'ambizioso obiettivo di dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030, come prevedono gli accordi di Parigi. Per gli automobilisti (anche quelli italiani che varcano il confine perché "il pieno costa meno") si tratterebbe di un rincaro massimo di 10 centesimi al litro, ma solo fino al 2025, quando scatterebbe un ulteriore aumento, di massimo 12 centesimi al litro.

Si tratta di una decisione delicata proposta dalla commissione dell'ambiente degli Stati che adesso, dopo un rifiuto da parte del Consiglio Nazionale lo scorso dicembre, è determinata a farlo. Il voto al progetto arriverà il 2 settembre e, se la decisione fosse confermata, la strada intrapresa potrebbe spingere nei prossimi mesi verso misure che promuovono ulteriormente la diffusione di mezzi che non usano i carburanti tradizionali, come le auto elettriche.

Rincari anche sui viaggi aerei

Se la Svizzera aumenterà il prezzo della benzina anche i biglietti aerei diventeranno più costosi. La tassa ipotizzata farebbe salire il prezzo di ogni singolo biglietto da un minimo di 27 euro a un massimo di 110 euro (al cambio attuale).

La compagnia di bandiera Swiss ha espresso la preoccupazione che una simile mossa favorirebbe solo gli aeroporti e le compagnie concorrenti, ma si tratterebbe di un segnale molto forte che forse sarebbe seguito da altri Paesi; ricordiamo ad esempio che la KLM, la compagnia aerea olandese che fa parte del gruppo Air France-KLM, ha avviato una campagna per disincentivare l'uso dell'aereo sui tragitti di breve durata, dove il treno è un'alternativa più sostenibile per l'ambiente.

Non solo auto e aerei, nel mirino anche la finanza

La proposta prevede anche lo stanziamento di un fondo per il clima, alimentato da varie fonti, tra cui i ricavi dalle vendite all'asta dei diritti di emissione e dalle sanzioni sui veicoli.

Inoltre, la commissione dell'ambiente degli Stati ha gli occhi puntati non solo sui mezzi di trasporto, ma anche sul settore finanziario. L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari e la Banca nazionale svizzera sono state incaricate di misurare i rischi finanziari legati al cambiamento climatico.