Il premier sottolinea come l'iniziativa di Trump sull'import delle auto tedesche, si ripercuoterebbe anche sulla nostra economia

La guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti che colpirebbe il settore automotive tedesco si rifletterebbe in maniera evidente sul sistema italiano. A riferirlo è il premier Giuseppe Conte durante la prima sessione di lavoro in corso al G7 di Biarritz.

I tweet di Trump

La questione dei dazi (e della guerra Cina-USA) sta emergendo prepotentemente tra i temi da approfondire all'interno del "Global economy and follow-up on Foreign policy and security affairs" in corso nella cittadina francese. Il caso è aperto ed in fase di sviluppo: il Tycoon ha sottolineato tramite Twitter come tali dazi rispettino la guerra commerciale con la Cina e, sempre tramite "cinguettii", ha sottolineato come molti leader europei apprezzino i grandi risultati dell'economia di Washington.

 

Già, una guerra commerciale che vede un continuo palleggiamento in cui l'Europa sembra quasi spettatrice. In quest'ultimo capitolo, a fronte di una nuova offensiva da parte di Pechino (ripristino dei dazi del 25% sulle auto Made in USA), la risposta americana non si è fatta attendere: dazi del 10% su beni cinesi, ma anche tariffe che portano al 25% dell'imposto sulle importazioni automobilistiche.

Auto tedesche colpite

In questo continuo rimpallo, la preoccupazione da parte del premier Conte e di altri leader europei rimane palpabile: una limitazione all'import di auto europee - e sopratutto tedesche - negli Stati Uniti, con l'applicazione di un dazio del 25% avrebbe un impatto importante.

Tanto per fare due esempi, secondo quanto analizzato da Automotive news, BMW si ritroverebbe con un costo stimato aggiuntivo di 600 milioni di euro. La casa dell'Elica infatti produce il SUV X1 in Cina attraverso una joint venture con la Holding Brillance China Automotive, ma anche la X3 per il mercato locale è stata spostata proprio in Cina. Non si può fare a meno di considerare inoltre l'X7, prodotto a Spartanburg e tra i best seller proprio in Cina.

Dazi auto, industria automobilistica a rischio valanga

Discorso non dissimile per Mercedes-Benz con uno scenario che la porterebbe a rivalutare la situazione in essere. La casa della Stella Tre Punte ha una fabbrica a Vance, in Alabama, dove vengono prodotte la Mercedes GLS, la Mercedes GLC e la Mercedes Classe C. Spostando la lente dall'altro lato del Globo, la stessa Daimler potrebbe prendere in considerazione l'assemblaggio di alcuni SUV nel sud-est asiatico dalla Cina. Vi è poi da considerare anche come alla fine del 2019 inizierà la produzione locale della EQC

Uno scenario in continuo trambusto, dunque, che comporterebbe un effetto domino preoccupante per lo scenario europeo, per l'industria automotive tedesca e dunque, contestualmente, anche per quella italiana, considerata dal premier Conte come "filiera integrata con la Germania".