Al Ministero delle Infrastrutture al posto di Danilo Toninelli arriva Paola de Micheli. Ecco tutti i dossier aperti da affrontare

Il Governo Conte II, formato da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e LeU è ufficialmente nato e oggi i ministri giureranno, per poi recarsi in Parlamento per il voto di fiducia e iniziare il proprio lavoro. Un lavoro che vedrà Paola de Micheli al posto di Danilo Toninelli come Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Vicesegretario del PD ha 45 anni ha già avuto esperienze di governo durante la legislatura guidata da Matteo Renzi, quando occupava il posto di sottosegretaria all’Economia. Nel settembre 2017 è stata nominata Commissario Straordinario per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del 2016 in centro Italia mentre dal 2016 ricopre anche il ruolo di presidente della Lega Pallavolo Serie A.

Sul tavolo al Ministero si troverà a dover affrontare fin da subito questioni molto calde, come le concessioni ad Autostrade, il nuovo Codice della Strada da varare, il rinnovamento delle infrastrutture e la mobilità elettrica. Tante tematiche diverse che proviamo a riassumere qui di seguito.

Autostrade si, autostrade no

Partiamo proprio da quello che potrebbe essere il terreno dello scontro più duro tra i nuovi alleati di Governo: la possibile revoca delle concessioni a società Autostrade. Non è certo un mistero che il M5S abbia da tempo (anche prima della tragedia del ponte Morandi) intenzione di rivedere il contratto con Atlantia, la holding della famiglia Benetton che controlla Autostrade per l’Italia.

Una revoca che, secondo alcune stime sommarie, potrebbe costare allo Stato circa 20 miliardi di euro. Praticamente la metà di una finanziaria. Un costo insostenibile che potrebbe raffreddare gli animi di Luigi di Maio (ora al Ministero degli Esteri) e altri esponenti del Movimento. La questione non va presa alla leggera, anche perché è presente nel punto 19 del programma di governo stilato da M5S e PD

Occorre tutelare i beni comuni, come la scuola, l'acqua pubblica, la sanità. Anche le nostre infrastrutture sono beni pubblici ed è per questo che occorre avviare la revisione delle concessioni autostradali.

Nuovo Codice della Strada

Altro dossier molto caldo, al quale manca davvero pochissimo per diventare – finalmente – legge. Il testo del nuovo Codice della Strada infatti è stato approvato in prima lettura in Commissione Trasporti alla Camera e gli mancano i passaggi alla Camera dei Deputati e in Senato. Due “piccoli” ma fondamentali passi per aggiornare finalmente le leggi che regolano la circolazione su strada, ormai troppo vecchio e bisognoso di stare al passo coi tempi.

Dalla guida con lo smartphone alla micromobilità sono tante le novità contenute nel testo e in attesa di diventare operative. Assieme a loro c’è anche la legge che introduce l’obbligo di installare in auto sistemi anti abbandono se si viaggia con bambini di età inferiore ai 4 anni. In questo caso il testo generale è già stato approvato ma non può essere applicato in quanto mancano ancora le specifiche tecniche.

L’Italia in verde

Occorre realizzare un Green New Deal, che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell'ambiente tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale.

Inizia così il punto 5 del nuovo programma di governo, tutto incentrato sulla difesa dell’ambiente. L’auto potrà certamente giocare un ruolo importante, con una sempre più massiccia diffusione della mobilità elettrica.

Ma perché questa possa prendere sempre più piede bisognerà – di concerto col MiSE, il Ministero dello Sviluppo Economico ora guidato da Stefano Patuanelli, in forza al M5S – mantenere attivi gli Ecobonus, magari aumentando gli importi e ridefinendo gli scaglioni per gli incentivi. Perché se si vuole veramente invogliare gli automobilisti a cambiare auto, scegliendo modelli più “green”, bisogna metterli nelle condizioni di farlo.

C'è poi la delicata questione diesel, con sempre più amministrazioni intente a bloccare o quantomeno limitare la circolazione delle auto a gasolio, con il risultato di emissioni di CO2 in aumento e soprattutto caos tra gli automobilisti. La mancanza di regole chiare e non omogenee tra regione e regione non aiuta e, anche in questo caso, sono i cittadini a rimetterci.

Obiettivo modernità

Sono necessari investimenti mirati all'ammodernamento delle attuali infrastrutture e alla realizzazione di nuove infrastrutture, al fine di realizzare un sistema moderno, connesso, integrato, più sicuro, che tenga conto degli impatti sociali e ambientali delle opere.

È invece questo il punto 8 del programma dove, anche se non sono nominate, vengono in mente le smart cities assieme a colonnine di ricarica e tutti quei sistemi per rendere possibile la mobilità del futuro.

Un punto fondamentale per incentivare maggiormente la diffusione delle auto elettriche. Gli automobilisti infatti devono poter contare su un adeguato numero di infrastrutture pubbliche dove ricaricare i propri veicoli.

Gli altri temi riguardano grandi opere, come il nuovo ponte Morandi e nuove vie di comunicazione terresti, per arrivare a città più connesse. Anche in questo caso però non ci sono nuovi contenuti perché già il Contratto di Governo tra 5 Stelle e Lega e altri programmi di governi passati puntavano a un profondo ammodernamento delle infrastrutture.

Meno costi per gli automobilisti

Una tematica sollevata più volte da diversi governi e riportata a galla da Luigi Di Maio riguarda l’abolizione del bollo auto. Anche in questo caso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non potrà agire da solo ma assieme ad altri dicasteri – in primis quello dell’Economia – per capire la fattibilità del progetto.

Ancora più importante è il tema delle assicurazioni auto, lasciate fuori dallo scorso Decreto Semplificazioni. Esiste la legge di concorrenza varata nel 2017 che impone esplicitamente alle compagnie assicurative di scontare l’importo del contratto in caso di installazione della scatola nera, ma la mancanza di decreti attuativi ha lasciato la situazione invariata e il Decreto dello scorso gennaio non ha risolto il problema.