Guerra aperta alla prima auto elettrica della Casa tedesca con una sfida a suon di cronometro

A quanto pare Elon Musk, dopo il lancio della prima vettura elettrica di Zuffenhausen, ha accusato il colpo più del previsto, anche se questo non ci sorprende più di tanto. Il CEO di Tesla è ben abituato a imprese fuori dal comune, ma stavolta avrà bisogno di risultati concreti per uscire vincitore da una sfida che si annuncia epica.

 

 

 

Prima ancora di essere presentata ufficialmente, la Taycan aveva tutte le carte in regola per diventare la berlina elettrica di riferimento in fatto di prestazioni, come dimostrava lo spirnt sulla hillclimb di Goodwood e, ancora di più, il tempo di 7:42 sul circuito della Nordscheleife. Di fatto, questo rende la berlina a emissioni 0 la seconda auto stradale ad aver completato un giro sulla pista dell’inferno verde valevole per assegnare un record di categoria

I precedenti della Model S 

L’argomento elettrico e prestazioni è un tema parecchio spinoso, e per far capire i limiti della tecnologia di oggi basta pensare che fino alla passata stagione i piloti della Formula E erano costretti a un cambio di vettura per poter continuare la gara. 

Ripetere e mantenere una certa soglia prestazionale per queste vetture è molto difficile a causa delle temperature che il power train deve gestire e che, per motivi di sicurezza, non possono alzarsi oltre un certo limite.

A velocità normali una Model S non ha alcun problema ad avvicinarsi all’autonomia promessa dal costruttore e, per un certo numero di volte, è anche in grado di portarvi da 0 a 100 km/h in meno di 3 secondi. Il problema arriva quando cominciate a chiederle una certa costanza in pista.

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Il tentativo non ufficiale fallito al Nurburgring    

Era il 2015 il quando Robb Holland, pilota del BTCC, portò sul circuito tedesco una Model S, accorgendosi che l’auto non era in grado di completare un giro senza andare incontro a un calo di prestazioni che costringeva il sistema a non offrire tutta la potenza disponibile. 

Pochi mesi dopo, Car&Driver, riportava di un altro fallimento sulle proprie pagine, a seguito dell’impossibilità di completare un giro del Virginia International Raceway, dove l’auto, una P85D, aveva anche avuto dei problemi alle sospensioni e un “heart-stopping change of pressure in the brake pedal”.

Già pronta l’auto per battere il record? 

Sappiamo che in tutte le situazioni l’approccio di Musk è parecchio personale e fuori dagli schemi e forse questo potrebbe spiegare gli strani accorgimenti scovati su una Model S arrivata al Ring qualche giorno fa. 

 

Il blogger Misha Roudin ha fotografato un esemplare equipaggiato con delle Michelin Pilot Sport Cup 2, gomme che tutti i costruttori prediligono per questo genere di time attack, ma a colpire ancora di più è l’alettone posteriore che equipaggia questo esemplare. Riuscirà il nostro Elon a mettere la Model S davanti alla Taycan?   

 

Fotogallery: Porsche Taycan vs Tesla Model S