L'associazione chiede più downsizing e stila la classifica dei Gruppi automobilisti che emettono più CO2

Greenpeace torna ad attaccare il mondo dell'auto in occasione del Salone di Francoforte. L'accusa è quella di produrre ancora troppa CO2, più precisamente il 9% delle emissioni globali nel 2018, secondo il rapporto Crashing the Climate.

E' c'è un colpevole in particolare: la categoria dei SUV, raffigurata nel sit-in di protesta degli attivisti con tanto di pallone gonfiabile (di CO2) che fuoriesce dal tubo di scarico di un vecchio pick up.

Chi vende di più emette di più

Dito puntato innanzitutto contro Volkswagen, accusata di essere la prima a trasgredire le regole sulle emissioni seguita a ruota da Renault-Nissan, Toyota, General Motors e Hyundai-Kia, in pratica i primi cinque costruttori al mondo per volumi.

Secondo l'associazione la ricetta per rendere più sostenibile la mobilità sarebbe quella di adottare un massiccio downsizing, inteso come produzione di auto più piccole ed efficienti da costruire secondo processi e politiche improntate alla sostenibilità. Una strada che per la verità è stata già intrapresa da buona parte dei Costruttori, ma troppo lentamente secondo gli attivisti.

Salone di Francoforte 2019, la protesta di Greenpeace

L'ibrido e l'elettrico per ora non bastano

Quanto alle tecnologie alternative che mai come in questa edizione sono protagoniste al Salone di Francoforte, Greenpeace giudica troppo lenta e inefficace la campagna di elettrificazione in atto, ancora lungi dall’offrire alla clientela delle alternative davvero valide al motore a combustione interna e troppo modesto il contributo delle auto ibride alla causa.

L'obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale sotto i 2°, come sancito dall’Accordo di Parigi, è ancora lontano e secondo varie associazioni dovrebbe essere raggiunto bandendo del tutto i motori scoppio entro il 2028

Il problema dei SUV

Ad allarmare gli attivisti ci sono anche le tendenze del mercato e in particolare la crescita delle quote di mercato dei SUV, considerati più inquinanti di altri modelli in quanto più grandi e pesanti, che in Europa dal 2008 ad oggi sono quadruplicate passando dall’8 al 32% mentre nei soli Stati uniti sono ormai al 70%.

La ricerca non si limita ad analizzare i dati globali ma osserva anche l’impatto ambientale medio unitario: secondo la tabella qui sotto i veicoli prodotti da GM, Ford ed FCA sarebbero quelli con il maggior valore medio di emissioni di CO2 nel ciclo vita (che va dalla produzione allo smaltimento), con oltre 60 tonnellate ciascuno, e una media di oltre 200 g/km.

Ancora GM, Ford FCA e Daimler avrebbero poi la più alta media di emissioni di CO2 per veicolo con oltre 20 g/km per ciascun veicolo della loro flotta. In aggiunta, lo studio osserva anche come il trasporto su gomma produca il 75% delle emissioni totali dell’intero sistema di trasporto globale, surclassando quello aereo e navale.

I precedenti

Non è la prima volta che Greenpeace organizza manifestazioni di protesta in occasione di una rassegna automobilistica. Era già successo a Francoforte, ma anche a Parigi (arrivando a oscurarne l’ingresso nel 2008) e a Ginevra. E tra l'altro nel corso degli ultimi mesi le proteste si sono estese nei confronti dei produttori di petrolio dalla ENI alla Shell (l’ultimo episodio a Bruxelles, in Belgio, risale appena allo scorso giugno).

La prossima manifestazione è stata programmata per il 14 settembre sempre all'ingresso del Salone di Francoforte in concomitanza con l'apertura al pubblico. Sono previste altre azioni dimostrative per promuovere la transizione verso una mobilità più ecologica.

Fotogallery: Salone di Francoforte 2019, la protesta di Greenpeace