Saltano lezioni ed esami in circa 3.500 autoscuole aderenti all’UNASCA per protestare contro la decisione dell’Agenzia delle entrate

In Italia l’IVA fa sempre discutere, sia per il pericolo dell’aumento a fine anno, sia per la sua applicazione alle lezioni di guida, decisa dall’Agenzia delle Entrate a seguito di un input arrivato direttamente dall’Unione Europea. In pratica da Bruxelles è arrivata l’indicazione di non considerare le guide con istruttore al pari di lezioni scolastiche, esenti da IVA (attualmente al 22%). Di tutta risposta le autoscuole aderenti all’UNASCA e Confarca (principali associazioni di settore) hanno indetto uno sciopero per oggi 18 settembre.

Esami rimandati

Una decisione che coinvolge circa 3.500 autoscuole (sulle 7.000 presenti in Italia) e che ha come ripercussione il rinvio degli esami di guida, con buona pace degli aspiranti patentati pronti a conquistare l’agognato documento.

Recupero crediti impossibile

La protesta non va direttamente contro l’introduzione dell’IVA, che comporterà l’aumento delle lezioni pratiche per i consumatori, ma per la sua retroattività. Secondo l’indicazione dell’Agenzia delle Entrate infatti l’imposta deve essere calcolata anche per tutte le lezioni tenute dal 2015 a oggi, con conseguente esborso da parte delle autoscuole che dovrebbero poi recuperarlo facendo pagare il surplus agli ex studenti.

“Esprimiamo preoccupazione per il difficile recupero dell'aliquota negli ultimi 5 anni fiscali – hanno spiegato esponenti di UNASCA e Confarca – e per la sicurezza stradale con il calo drastico delle ore di guida per l'aumento delle tariffe”. Le associazioni hanno poi aggiunto “Il cambio di regime fiscale sulle attività formative è stato deciso dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 79 del 2 settembre scorso. Il Fisco ha infatti recepito la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 marzo di quest'anno che nega che l'insegnamento delle autoscuole abbia gli stessi requisiti di scuole o università e che, perciò, debba essere sottoposto all'imponibilità Iva, chiedendo però un'integrazione delle dichiarazioni dei redditi sulle ultime cinque annualità fiscali aperte. L'esenzione Iva era in vigore dal 1972”.