Tutte le novità contenute nella bozza del Decreto Ambiente. L'obiettivo è promuovere la mobilità sostenibile nelle città più inquinate

Si torna a parlare di incentivi alla rottamazione, ma questa volta non sono finalizzati all’acquisto di un’auto nuova bensì all’uso dei mezzi pubblici o di veicoli elettrici condivisi.

E’ questa una delle novità contenute nel primo Decreto Ambiente promosso del nuovo Governo che potrebbe essere approvato già nelle prossime ore dal Consigli dei Ministri e che prevede, secondo la bozza di 14 articoli che circola ufficiosamente, una serie di misure dedicate al miglioramento della qualità dell’aria delle aree metropolitane che infrangono i limiti di emissioni di PM10 e/o NOx (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Firenze, Napoli, Catania, Palermo).

L’obiettivo è ridurre l’inquinamento prodotto dal traffico privato incentivando l’uso di mezzi pubblici o comunque condivisi.

Per chi rottama un’auto da Euro 0 a Euro 4

L’articolo 1 del DL prevede per chi rottama un’auto vecchia con una classe di omologazione fino all’Euro 4 un credito fiscale di 2.000 euro da spendere entro 5 anni in abbonamenti ai mezzi pubblici locali e regionali o in servizi integrativi di sharing di veicoli elettrici (es. monopattini, biciclette e car sharing). Il credito può esser speso anche per familiari, ma viene revocato se la persona interessata, o un familiare o un convivente acquista o noleggia nei due anni successivi un’auto non a ridotte emissioni.

Incentivi alla rottamazione per i taxi e autotrasportatori

Un incentivo analogo è previsto dall’articolo 2 della bozza per tassisti e autotrasportatori. La regola è sempre quella della rottamazione di un veicolo di classe Euro 0, 1, 2, 3 o 4, per l’acquisto di un veicolo elettrico, ibrido o a emissioni ridotte.

Altre misure sono previste per promuovere il trasporto scolastico a ridotte emissioni nonché il trasporto a domicilio.

Il prezzo del diesel potrebbe aumentare

Un altro intervento annunciato sarebbe quello della riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi indicati nel Catalogo del Ministero dell’Ambiente fra cui c’è quello che favorisce storicamente il prezzo del gasolio rispetto alla benzina e che non sarebbe giustificato neanche per i diesel di ultima generazione. Secondo il Catalogo pubblicato dal Ministero dell'Ambiente:

Dal punto di vista ambientale, questa differenza di trattamento in termini fiscali rappresenta una distorsione rilevante, poiché incoraggia l’utilizzo di veicoli che hanno emissioni più elevate in termini di categorie “Euro”. Ciò è vero pur tenendo conto della crescente convergenza nei limiti emissivi in termini di standard comunitari: se prendiamo ad esempio l’ultima categoria “Euro 6”, il limite di NOx si attesta a 80 mg/vkm contro i 60 mg/vkm della benzina.

Seguendo queste ragioni l'articolo 6 dell’attuale versione del DL prevederebbe un taglio pari ad almeno il 10% annuo a partire dal 2020 sino al progressivo annullamento entro il 2040.

L’individuazione dei sussidi da tagliare verrà fatta in sede di bilancio annuale e i relativi importi sono destinati, per il 50%, ad un apposito fondo presso il Mineconomia per interventi in materia ambientale.