Il CEO, Wayne Griffiths, parla degli obiettivi raggiunti e della strategia in atto per affermare il sub-brand Seat

"Il brand è molto giovane, ma siamo già soddisfatti dei progressi nelle vendite". A parlare è il CEO di Cupra, Wayne Griffiths, a capo dal marzo scorso del brand sportivo di Seat che nei primi 8 mesi dell’anno ha venduto 17mila unità con un aumento del 70% rispetto allo scorso anno.

"Ma il nostro obiettivo finale è legato soprattutto all’affermazione di Cupra come sub-brand all’interno del marchio Seat", precisa il manager che lavora all’interno del gruppo Volkswagen dal 1989 e che in quest'intervista ci ha parlato della strategia per lo sviluppo di Cupra.

I modelli in arrivo

Per essere un vero marchio sportivo state pensando ad una sportiva vera che faccia da pietra angolare per l’immagine?
"Al momento ci stiamo concentrano sui segmenti che riscuotono il maggior successo. Per ora non abbiamo programmi per sportive tradizionali come roadster o coupé due posti perché sono segmenti sotto pressione e abbiamo bisogno di puntare invece su quelli in crescita come i crossover e i SUV".

Avremo anche versioni Cupra per Arona, Ibiza e Tarraco?
«Per la Arona abbiamo già fatto uno studio di design, ma non abbiamo completato quello sulla fattibilità. Di sicuro il potenziale di mercato c’è mentre il segmento delle auto di segmento B come la Ibiza non sta crescendo. Sono invece convinto che ci sia spazio per sportive piccole ed elettriche. Per ora una Cupra Tarraco non fa parte dei nostri piani, ma potrebbe entrarvi in futuro".

Cupra Tavascan

Le strategie di marketing e sviluppo

Che cosa farete allora per promuovere Cupra?
"Abbiamo già creato un team composto di 100 persone per dare a Cupra nuove idee e stretto un accordo con il Barcellona calcio. Punteremo su ibrido ed elettrico: Formentor e Leon li avranno entrambi. La potenza tuttavia è destinata a non essere più l’elemento di sportività predominante perché con l’elettrico tutti avranno una grande accelerazione. Diventeranno più importanti la messa a punto delle sospensioni, il design, la raffinatezza e la tecnologia".

La Tavascan che cosa vuol dire per Cupra?
"La Tavascan è ciò che immagino come il massimo per il brand al momento. Capisco che un coupé sarebbe ancora più rappresentativo, soprattutto se avesse un design sbalorditivo un prezzo interessante, ma non è la nostra priorità. Per trovare il suo posto Cupra deve cominciare dai segmenti in crescita. Personalmente mi piacerebbe molto, le faccio vedere qual è l’auto che amo e posseggo. (Sfoglia le foto sul suo telefono e poi ci mostra la foto di una Jaguar Type-E Mark I). Lei mi aspetta casa, abbiamo la stessa età, siamo nati entrambi nel 1966".

La Formentor avrà versioni solo elettrificate?
"No, anche con il solo motore a combustione interna e sarà lo stesso anche per la Leon".

Cupra Tavascan Concept

Gli obiettivi raggiunti e quelli all'orizzonte

Al momento i dati di vendita rispondono agli obiettivi?
"Sono considerevolmente migliori delle nostre aspettative, non solo per i numeri, ma anche per profittabilità. E presto per gridare al successo perché siamo agli inizi, però è un buon inizio e questo ci incoraggia nel nostro lavoro e ci permette di pensare con maggiore tranquillità. C’è anche il tempo per sognare, ma per ora i sogni non possono essere la nostra priorità. Dobbiamo invece prendere decisioni per quanto riguarda la Tavascan già nei prossimi mesi. E dopo vedremo: l’immaginazione non ha limiti".

E quali sono gli obiettivi futuri?
"Li abbiamo, ma non li dichiariamo. Quello che posso dire è che ci piacerebbe che Cupra riguardasse il 20-30% dei volumi totali di Seat. Le vendite sono aumentate del 70%, speriamo di mantenere questo ritmo e credo che la Formentor ci sarà un bello slancio. Credo poi che Cupra potrebbe essere l’arma per entrare in nuovi mercati, ma abbiamo bisogno di una gamma abbastanza ampia per farlo".

Fotogallery: Cupra al Salone di Francoforte 2019