Chiesto un incontro al ministro Paola De Micheli per affrontare la questione (in sospeso dal 2018) e parlare anche di pedaggi

La sicurezza dell’Autostrada A24 e A25 è un problema da risolvere con urgenza e in via definitiva. Sono 104 i sindaci di Lazio e Abruzzo che hanno scritto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, per chiedere un incontro e affrontare la questione che già nel 2018 aveva visto una serie di promesse fatte dall’ex ministro Toninelli, però mai mantenute (si trattava di sbloccare i fondi per la messa in sicurezza dei viadotti: 192 milioni di euro inseriti nel decreto Genova).

Sicurezza sì, ma è no al caro pedaggi

E' ormai da tempo che si discute pure del caro pedaggi. Nella lettera si chiede che l'incontro col ministro venga calendarizzato prima del 30 novembre, quando scadrà l'ultima proroga del congelamento del maxi aumento della tariffa, di circa il 19%.

"Il salasso è oramai insostenibile per le tasche dei cittadini - hanno scritto gli amministratori - e incompatibile con il fragile tessuto sociale e produttivo che caratterizza le zone interne e periferiche di questa parte dell'Italia centrale, già duramente colpita dai tragici eventi sismici e comunque, da sempre, in lotta contro lo spopolamento dei centri abitati, l'impoverimento dei redditi delle famiglie e l'arretramento della competitività delle imprese.

La richiesta: approvare il Piano finanziario

L'obiettivo dei sindaci è l’approvazione del Piano economico finanziario che, oltre al controllo dei pedaggi, prevede il maxi piano di messa in sicurezza sismica sull'attuale tracciato per un investimento complessivo di circa 3,1 miliardi di euro, di cui 2 a carico dello Stato, e la restante parte della concessionaria. Pef che è al vaglio dell'Unione Europea.

I sindaci hanno rotto ogni rapporto con l'ex ministro Danilo Toninelli, accusato di non averli ricevuti. “Tanti sindaci e amministratori di Lazio e Abruzzo si sono uniti, promuovendo iniziative, protestando per esprimere tutto il disagio che gli aumenti riversano sulle migliaia di cittadini che essi rappresentano", si legge nella lettera (qui il testo originale).