La Casa svedese si appresta a fornire varianti a basso impatto ambientale per tutti i suoi modelli dal mild hybrid all’ibrido plug-in

Anche Volvo è pronta all'elettrificazione in grande stile. Tanto che prevede, entro il 2025, di arrivare a un milione di vetture a basso impatto ambientale in circolazione.

A questo proposito, la Casa svedese, dopo aver sviluppato e iniziato ad utilizzare le nuove piattaforme SPA (Scalable Product Architecture) e SPC (Compact Modular Architecture), arrivate rispettivamente nel 2014 e nel 2017, ne introdurrà a breve la seconda generazione, che riuscirà a consolidare la strategia elettrica del brand.

A questo si aggiungono le nuove joint ventures con aziende come CATL e LG Chem, specializzate nella produzione di batterie agli ioni di litio.

Alcune novità nel mild hybrid

Una delle soluzioni più utilizzate nei modelli elettrificati della Casa svedese - che dal prossimo anno sarà presente come variante per tutti i modelli in commercio di Volvo - è il mild hybrid che viene identificato nelle sigle dei motori a listino con la lettera B (Brake regeneration). Questa tecnologia combina l’utilizzo del motore termico, Diesel o benzina, con un motore elettrico in grado di fornire un surplus di potenza di circa 14 CV.

Volvo XC60 B5, la prova su strada

Il motore elettrico è in grado quindi di supportare nei momenti di maggior carico il propulsore termico grazie all’energia immagazzinata nella batteria da 48V in fase di decelerazione e frenata dalla stessa unità elettrica che si trasforma in motogeneratore. Tra le novità, l’utilizzo dell'E-Charger al posto della classica turbina volumetrica.

Micro-ibridazione Volvo XC60

Si tratta di una turbina azionata elettricamente che permette di ridurre i consumi e la rumorosità complessiva. A questa si aggiunge l’utilizzo dei nuovi cambi automatici 8-Geartronic che migliorano l’efficienza della cambiata per una gestione migliore della coppia a disposizione.

Il Plug in hybrid con i motori Twin Engine

L’ibrido plug-in viene proposto su tutti i modelli delle famiglie “60” e “90”, ed è abbinato a diversi motori benzina. Le versioni PHEV hanno tutte un motore elettrico situato al retrotreno. È in grado di fornire un surplus di 87 CV ed è alimentato da una batteria agli ioni di litio da 11,6 kWh che permette di percorrere dai 40 ai 50 km in modalità completamente elettrica (dipende dal modello) impostando la modalità di guida Pure attraverso il selettore posizionato sul tunnel centrale.

Volvo V60 T6 Twin Engine AWD (2019)

Con quest’ultimo possono essere richiamate anche altre modalità, come Hybrid e la Power. Nel primo caso la vettura cerca di sfruttare al meglio la combinazione dei due motori per ridurre al minimo i consumi e aumentare l’efficienza, mentre nel secondo viene utilizzata la massima potenza disponibile.

Volvo XC60 B5, la prova su strada

Dal computer di bordo inoltre è possibile selezionare la modalità Hold, che mantiene inalterato il livello di carica della batteria per poterla sfruttare in un secondo momento, e la modalità Charge, una funzione che massimizza il recupero dell’energia in fase di frenata e decelerazione per ricaricare di più e in maniera più rapida la batteria.

Aspettando l’elettrico puro

Per adesso la Casa svedese non propone a listino nessun modello completamente elettrico, ma è solo questione di tempo perché è già stata annunciata la presentazione mondiale, il 13 ottobre, della nuova XC40 100% elettrica, che nasce sulla piattaforma CMA.

Volvo XC40 elettrico

I dettagli tecnici non si conoscono ancora, ma il SUV compatto fungerà da apripista per altri modelli a zero emissioni che usciranno in futuro grazie anche allo sviluppo della seconda generazione SPA.

Fotogallery: Volvo V60 T6 Twin Engine AWD 2019