Facciamo il punto della situazione partendo dal White Paper Repower e gli ultimi dati sulle immatricolazioni

Osservando grandi rassegne come l’ultimo Salone di Francoforte, in cui parole come "elettrificazione" o "auto elettrica" sembra siano diventate un mantra, il pensiero è sempre lo stesso: di molte promesse, all’atto pratico cosa vedremo davvero circolare su strada e quando? Perché se è vero che di elettriche ce ne sono in arrivo all’apparenza moltissime, finora i lanci sono arrivati con il contagocce e ben scanditi.

Prova ne sia il fatto che nel nostro Paese, dove di auto elettrica si parla ormai moltissimo, i numeri siano ancora relativamente modesti e soprattutto, non omogenei. Un riscontro lo si ha sfogliando l'E-Mobility Report pubblicato da Repower (cliccate qui per scaricarlo) nel quale c'è una precisa e approfondita fotografia della situazione dell'elettrico in Italia, Europa e resto del Mondo.

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Come si sta nel continente

Proprio da questo documento partiamo per analizzare lo stato del mondo elettrico nello Stivale, ma prima facciamo una veloce panoramica sull'Europa e la mobilità elettrica. Come forse tutti sanno in questo caso le "locomotive" sono i Paesi del nord, con la Norvegia che grazie a una seria e continuativa politica di incentivi ha visto salire fino al 39,2% la quota delle auto elettriche, primato europeo e mondiale.

Secondo e terzo posto sono occupati da Islanda e Svezia, dove le elettriche compongono il mercato auto rispettivamente del 11,7 e 6,3%. Valori nettamente più bassi ma comunque superiori a Cina (2,2%), Germania (1,6%), USA (1,2%) e Giappone (1%).

Come va l'elettrico in Italia

Se parliamo di sole auto elettriche al 100%, i volumi sono indubbiamente in crescita. Si passa dalle poche centinaia di vetture l’anno di una decina di anni fa (quando però anche l’offerta era davvero esigua) a oltre 5.000 nel 2018 come confermano i dati UNRAE che stimano anche le elettriche attualmente circolanti in Italia in circa 16.700, mentre a titolo di paragone le ibride, full” o plug-in che siano, hanno toccato le 324.000.

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Vendita in Italia di Elettriche ed ibride dal 2011 al 2018
Anno Elettriche Quota Ibride  Quota
2011 305 0,02% 5.165 0,29%
2012 520 0,04% 6.839 0.48%
2013 874 0,07% 15.171 1,14%
2014 1.110 0,1% 21.504 1,6%
2015 1.484 0,1% 26.240 1,6%
2016 1.403 0,1% 39.041 2,1%
2017 2.016 0,1% 66.952 3,4%
2018 5.010 0,3% 87.032 4,5%

Sembra molto, ma rapportato al totale del parco circolante, che si attesta sui 38 milioni, è una goccia nell’oceano, con quote rispettivamente dello 0,043% per le EV e dello 0,85% per le ibride.

Rispetto a queste, tuttavia, le quote raggiunte nelle vendite da un anno a questa parte sono in entrambi i casi 6-7 volte superiori. Nulla di paragonabile a ciò che accade nei paesi scandinavi già citati, dove secondo il grafico pubblicato da RePower, il mercato norvegese raggiungerà i 2.5 milioni di vetture a emissioni zero nel 2030, mentre quello svedese toccherà quota 4 milioni.

 

Vendita in Italia nei primi 8 mesi del 2019

MESE ELETTRICHE QUOTA IBRIDE QUOTA
Gennaio 282 0,2% 8.520 5,1%
Febbraio 533 0,2% 9.373 5,3%
Marzo 621 0,3% 10.254 5,3%
Aprile 1.190 0,7% 9.444 5,4%
Maggio 1.167 0,6% 10.567 5,4%
Giugno 1.445 0,8% 9.473 5,5%
Luglio 940 0,6% 8.701 5,7%
Agosto 534 0,6% 4.379 4,8%

Dove sono le auto elettriche in italia?

Parlando di elettriche, la densità maggiore si registra in poche regioni in cui il sostegno alla mobilità elettrica è stato più tangibile: secondo i dati che seguono , e che provengono dallo studio elaborato da MotusE e da Legambiente sulla base dei dati della piattaforma online evway e UNRAE, la maggior concentrazione di elettriche non si ha nel Lazio o in Lombardia bensì in Trentino Alto Adige, dove le due province di Trento e Bolzano totalizzano oltre 2.400 vetture.

Si tratta però di dati riferiti ai soli veicoli acquistati da privati, che attualmente sarebbero i totale circa 7.000, meno della metà rispetto al dato complessivo fornito dall’UNRAE che è completo delle circa 10mila unità in forza a flotte e società di noleggio.

Auto elettriche intestate a privati per regione (dati aggiornati a febbraio 2019)

ABRUZZO 44  
Chieti 8 0,02%
L'Aquila 9 0,02%
Pescara 12 0,02%
Teramo 15 0,02%
BASILICATA 17  
Matera 6 0,02%
Potenza 11 0,02%
CALABRIA 33  
Catanzaro 5 0,01%
Cosenza 12 0,03%
Reggio Calabria 8 0,01%
Vibo Valentia 0 0%
CAMPANIA 73  
Avellino 6 0,02%
Benevento 5 0,01%
Caserta 4 0,01%
Napoli 41 0,01%
Salerno 17 0,02%
EMILIA ROMAGNA 528  
Bologna 142 0,07%
Ferrara 12 0,01%
Forlì 34 0,05%
Modena 63 0,03%
Parma 58 0,05%
Piacenza 12 0,02%
Ravenna  34 0,03%
Reggio Emilia 142 0,13%
Rimini 31 0,03%
FRIULI-VENEZIA-GIULIA 88  
Gorizia 8 0,04%
Pordenone 14 0,04%
Trieste 13 0,01%
Udine 53 0,08%
LAZIO 1,262  
Frosinone 5 0,01%
Latina 15 0,02%
Roma 1.230 0,02%
Viterbo 6 0,01%
LIGURIA 99  
Genova 80 0,03%
Imperia 7 0,03%
La Spezia 8 0,02%
Savona 4 0,02%
LOMBARDIA 1.371  
Bergamo 79 0,11%
Brescia 140 0,12%
Como 47 0,09%
Cremona 15 0,03%
Lecco 17 0,06%
Lodi 10 0,04%
Mantova 18 0,06%
Milano 925 0,13%
Monza 49 0,06%
Pavia 20 0,05%
Sondrio 10 0,08%
Varese 41 0,08%
MARCHE 50  
Ancona 17 0,03%
Ascoli Piceno 6 0,01%
Macerata 6 0,02%
Pesaro 21 0,03%
MOLISE 6  
Campobasso 5 0,01%
Isernia 1 0,01%
PIEMONTE 431  
Alessandria 35 0,06%
Asti 12 0,02%
Biella 6 0,02%
Cuneo 44 0,11%
Novara 14 0,2%
Torino 308 0,05%
Verbania 4 0,02%
PUGLIA 68  
Bari 34 0,02%
Brindisi 8 0,02%
Foggia 6 0,01%
Lecce 12 0,02%
Taranto 8 0,01%
SARDEGNA 78  
Cagliari 52 0,01%
Nuoro 5 0,02%
Oristano 3 0,01%
Sassari 18 0,02%
SICILIA 182  
Agrigento 4 0,01%
Caltanissetta 1 0,01%
Catania 43 0,02%
Enna 1 0,01%
Messina 17 0,01%
Palermo 79 0,02%
Ragusa 18 0,03%
Siracusa 10 0,01%
Trapani 9 0,02%
TRENTINO ALTO ADIGE 2.442  
Bolzano 656 0,30%
Trento 1.786 0,61%
TOSCANA 276  
Arezzo 15 0,01%
Firenze 144 0,06%
Grosseto 6 0,01%
Livorno 5 0,01%
Lucca 30 0,05%
Massa 7 0,02%
Pisa 6 0,01%
Pistoia 13 0,02%
Prato 35 0,03%
Siena 15 0,04%
UMBRIA 58  
Perugia 51 0,06%
Terni 7 0,01%
VAL D'AOSTA 16  
Aosta 16 0,02%
VENETO 281  
Belluno 9 0,04%
Padova 79 0,06%
Rovigo 10 0,03%
Treviso 58 0,11%
Venezia 55 0,05%
Verona 100 0,06%
Vicenza 20 0,03%

Ecobonus, quanti soldi a disposizione

A trainare un po’ le vendite anche se in modo disomogeneo nella prima parte dell’anno, è stato l’Ecobonus varato con la legge di bilancio 2019 ma diventato operativo a tutti gli effetti, a causa di procedure ancora da definire, soltanto dalla primavera: riepilogando, l’Ecobonus consiste in un incentivo riservato ai veicoli meno inquinanti con un prezzo massimo di listino di 50.000 euro più iva.

Incentivi auto elettriche, in Lombardia si può arrivare a 14.00o euro

Per i modelli con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 20 g/km, è di 4.000 euro, che diventano 6.000 se si ha un'auto da Euro 0 a Euro 4 da rottamare. Per i modelli con emissioni comprese tra 21 e 70 g/km, invece, l'incentivo è di 1.500 euro, che salgono a 2.500 in caso di rottamazione.

Quello che all’inizio è passato un po’ in sordina è che gli stanziamenti sarebbero stati disponibili a scaglioni: 20 milioni per i primi 120 giorni, ossia in teoria da marzo a giugno ma in realtà dall’8 aprile al 5 agosto circa e sono andati esauriti ai primi di luglio, quasi un mese prima della scadenza: La seconda tranche, stavolta da 40 milioni, è stata resa disponibile dall’8 luglio e fino alla fine di novembre. Ad oggi, stando al sito del Ministero dello Sviluppo Economico, rimangono a disposizione ancora oltre 34 milioni.

ECOBONUS    
Emissioni CO2 (g/km)* Incentivo Incentivo con rottamazione
da 0 a 20 g/km 4.000€ 6.000€
da 21 a 70 g/km 1.500€ 2.500€

Cosa fanno le regioni

Oltre all'Ecobonus, di valore nazionale, ci sono varie regioni che si sono adoperate per incentivare l'acquisto di auto elettriche, con differenti modalità. Qui di seguito trovate una tabella stilata sulla base delle informazioni pubblicate da RePower.

REGIONE COSA PROPONE
Friuli Venezia Giulia 4.000 e 5.000 euro in caso di acquisto di un veicolo elettrico (BEV e PHEV) tramite rottamazione di un veicolo a benzina Euro 0 o 1 o Diesel
Provincia autonoma di Trento  6.000 euro per l'acquisto di un BEV, 4.000 euro per l'acquisto di un PHEV
Veneto 5 anni di esenzione dal bollo per chi acquista un'auto elettrica
Piemonte Esenzione permanente dal bollo per le auto elettriche + esenzione per 5 anni per veicoli ibridi sotto i 100 kW
Emilia Romagna Rimbordo bollo per chi acquista auto elettrica o ibrida
Lombrardia Inventivo di 8.000 euro per l'acquisto di auto elettrica, solo in caso di rottamazione auto vecchia

Cosa c'è in listino

Ancora relativamente pochi, anche se includendo quelli non ancora in commercio ma di cui sono già stati diffusi i listini annunciati i prezzi come Opel Corsa-e, Peugeot e-208, DS3 Crossback e-tense la lista inizia ad essere un po’ rimpolpata. Gli ultimi mesi hanno registrato l’ingresso di due modelli di pregio come Audi e-tron e Mercedes EQC, ai quali si è da pochissimo aggiunta l’attesa Porsche Taycan il cui prezzo è stato rivelato pochi giorni fa.

Tra i modelli in arrivo entro i primi mesi del 2020 da segnalare invece l’attesissima Volkswagen ID.3, appena svelata a Francoforte nella sua veste definitiva, la Mini Cooper SE e la piccola Honda e.

MODELLI IN COMMERCIO PREZZO BASE
Audi e-tron quattro 85.100 euro
BMW i3 40.500 euro
Citroen C-Zero 30.890 euro
Citroen e-Mehari 27.300 euro (con Batterie a noleggio)
DS 3 Crossback e-tense 39.600 euro
Hyundai Kona Electric 37.500 euro
Hyundai Ioniq Electric 41.000 euro
Jaguar i-Pace 81.390 euro
Mercedes EQC 76.839 euro
Mitsubishi i-MIEV 30.300 euro
Nissan Leaf 38.700 euro
Nissan e-NV200 Evalia 45.460 euro
Opel Corsa-e 29.900 euro
Peugeot iOn 28.300 euro
Peugeot e-208 33.400 euro
Porsche Taycan 159.927 euro
Renault Zoe 26.100 euro
Smart EQ fortwo 24.200 euro
Smart EQ forfour 24.920 euro
Tesla Model 3 48.500 euro
Tesla Model S 90.700 euro
Tesla Model X 94.780 euro
Toyota Mirai* -
Volkswagen e-Golf 40.700 euro

*a idrogeno

In arrivo entro metà 2020

MODELLO PREZZO
BMW iX3 nd
DR3 EV nd
Honda e da 35.500 euro
Kia e-Soul da 39.600 euro
Kia e-Niro da 42.000 euro
Mini E da 33.900 euro
Seat e-Mii nd
Tesla Model Y da 59.000 euro
Volkswagen ID.3 da 30.000 euro

Le più vendute

Sempre stando ai dati UNRAE, alla fine di agosto la classifica del 2019 vede in testa Renault Zoe seguita dalla sorprendente Tesla Model 3 che ha iniziato a spopolare anche in Italia. Da segnalare che nella top 10 compaiono anche gli altri due modelli Tesla attualmente in commercio e la Jaguar I-Pace.

POSIZIONE MODELLO IMMATRICOLAZIONI
1 Renault Zoe 1.657
2 Tesla Model 3 1.164
3 smart fortwo EQ 1.036
4 Nissan Leaf 787
5 smart forfour EQ 382
6 BMW i3 287
7 Hyundai Kona electric 275
8 Tesla Model S 193
9 Tesla Model X 149
10 Jaguar I-Pace 137

Una situazione ben diversa rispetto al 2018, come riportato nel documento Repower

POSIZIONE MODELLO IMMATRICOLAZIONI
1 Nissan Leaf 1.473
2 smart fortwo EQ 1.050
3 Renault Zoe 1.029
4 Tesla Model S 263
5 Tesla Model X 201
6 BMW i3 179
7 smart forfour EQ 164
8 Volkswagen e-Golf 113
9 Citroen C-Zero 98
10 Jaguar I-Pace 88

Colonnine, quante sono e dove

La rete della ricarica si sviluppa man mano che il mercato cresce e dunque anche qui i punti di ricarica pubblici sono tanto più presenti dove maggiormente si concentra la presenza di vetture, ossia dove le amministrazioni locali hanno investito di più.

In testa c'è la Lombardia seguita stavolta dalla Toscana e dal Trentino Alto Adige per numero di punti di ricarica. Da segnalare che lo studio li suddivide tra quelli con potenza fino a 11 kW, classificati come colonnine per veicoli a due ruote, e da 11 kW in su.

Le colonnine in Italia

REGIONE

PUNTI FINO A 11 kW

2019

PUNTI FINO A 11 kW 2018

PUNTI OLTRE GLI 11 kW

2019

PUNTI OLTRE GLI 11 kW

2018

TOTALE

2019

TOTALE

2018

Abruzzo 29 7 48 7 77 14
Basilicata 7 4 27 6 34 10
Calabria 25 0 79 0 104 0
Campania 14 12 104 31 118 43
Emilia Romagna 214 158 464 239 678 397
Friuli-Venezia-Giulia 35 17 103 28 138 45
Lazio 234 186 392 210 626 396
Liguria 78 26 181 55 259 81
Lombardia 499 376 1.134 519 1.633 895
Marche 37 8 104 40 141 48
Molise 5 0 8 2 13 2
Piemonte 132 23 488 86 620 109
Puglia 110 99 164 114 274 213
Sardegna 43 11 76 27 119 38
Sicilia 41 13 126 24 167 37
Toscana 699 645 524 304 1.223 949

Trentino-

Alto Adige

200 136 709 354 909 490

Umbria

88 80 107 95 195 175

Valle d'Aosta

30 21 141 80 171 101

Veneto

164 63 528 144 692 207

Come illustrato da Repower in Italia si possono individuare 5 differenti tipologie di business legati alle stazioni di ricarica:

TIPOLOGIA DI BUSINESS PER LA RICARICA FUNZIONAMENTO
Tipologia 1 Caratterizzato dalla presenza di un committente pubblico o privato, che affida a un main contractor l'installazione di una infrastruttura di ricarica, rimanendone però il gestore tecnico e operativo. Il contractor si occupa del rapporto con il fornitore di tecnologia e della vendita dei servizi
Tipologia 2 Come tipo 1 dove a occuparsi della gestione tecnica (manutenzione) è un operatore specializzato
Tipologia 3 Il venditore del servizio di e-mobility coincide con l'operatore tecnico e il main contractor
Tipologia 4 Il committente si affida a un unico operatore, di solito una utility, capace di gestire tutti gli aspetti dell'infrastruttura
Tipologia 5 Le grandi compagnie petrolifere titolari di stazioni di rifornimento tradizionale si attrezzano per fornire anche la ricarica elettrica, attraverso la collaborazione o l'acquisizione di un operatore della mobilità elettrica

Sistemi diversi che, come sottolineato nell'E-Mobility Report, hanno diffusione differente sul territorio italiano:

Va ricordato infatti che siamo in una situazione ancora tutta in divenire, in cui i protagonisti si stanno adoperando per individuare le strategie più corrette da applicare al mercato italiano.

Attualmente la Tipologia 4 è quella di maggior rilievo, ma dire già oggi se sarà lei ad emergere definitivamente è difficile se non impossibile, anche perchè ciascuna delle altre presenta punti di forza e di debolezza.

 

Fotogallery: Mobilità elettrica in Italia, a che punto siamo