La prima e unica super berlina di Wolfsburg incarna la mentalità coraggiosa e testarda dell’allora presidente Piech

Nata dalla mente del suo visionario ideatore Ferdinand Piech, quando Volkswagen guarda con ottimismo al futuro, la Phaeton punta a consacrare il marchio tedesco come nuovo punto di riferimento dell’alto di gamma.

Una sfida a Mercedes Classe S, BMW Serie 7 e anche alla cugina Audi A8. Tra le grosse berline tedesche è però l’unica che non riesce ad ottenere successo, penalizzata principalmente da un brand che non è mai stato considerato di lusso. Per alcuni la Volkswagen Phaeton resta la sfortunata "ammiraglia del popolo".

Riposizionamento verso l’alto

All’inizio del terzo millennio il marchio di Wolfsburg, data anche la presenza in famiglia di Skoda e Seat, viene orientato, per volere del presidente Piech, su target di clientela e range di prezzi superiori rispetto ai suoi standard tradizionali, quasi ai livelli di Audi. Così viene allargata la gamma modelli al di sopra della Passat.

Volkswagen Phaeton, la storia

L’ex ingegnere sogna una grossa berlina, dotata della miglior tecnologia disponibile in quel periodo, veloce e confortevole, che rappresenti il non plus ultra di quel segmento e il fiore all’occhiello del costruttore: in pratica un modello come l’Audi A8 ma col logo VW. Ciò sarebbe motivato dal fatto che Piech vuole in qualche modo “punire” la rivale Mercedes, colpevole di aver attaccato Volkswagen nel segmento delle compatte con la prima Classe A.

Primo passo, la Concept D

Il primo passo è la Volkswagen Concept D, presentata al Salone di Francoforte del 1999. È una grossa due volumi, oggi la si potrebbe definire una coupé a cinque porte, che sotto la sua tinta blu accesa nasconde un inedito motore V10 TDI da 313 CV, abbinato alla trazione integrale. Si aggiungono le sospensioni ad aria, i fari bixeno e un prezioso salotto di pelle e radica. Mai si era vista prima una Volkswagen così cattiva, lussuosa e imponente.

Volkswagen Phaeton, la storia

È la prova che Piech vuole fare sul serio. Prima di passare al modello di serie però il numero uno di Wolfsburg, come per tanti altri progetti, si trova a litigare coi suoi collaboratori, poco convinti sul buon esito dell’operazione. Il dirigente austriaco è un uomo che non retrocede sulle sue idee e impone ai progettisti dei severi parametri che l’auto definitiva dovrà rispettare.

Uno stabilimento all’altezza

Per la costruzione del nuovo modello Piech commissiona la costruzione di un faraonico impianto di produzione, la Fabbrica di Vetro nel centro storico di Dresda. L’edifico è composto da ampie vetrate, permettendo ai passanti all’esterno di assistere all’intero processo di costruzione di ogni singolo esemplare.

Volkswagen Phaeton, la storia

Parte delle componenti viene fatta arrivare da fuori tramite appositi convogli, che circolano nella rete tranviaria della città. Come ciliegina sulla torta, ai clienti che desiderano ritirare la vettura direttamente in fabbrica viene offerta un’accoglienza signorile, con tanto di champagne offerto dalla casa.

Un’auto del popolo, ma per pochi

La Volkswagen Phaeton fa il suo debutto nel 2002 e senza deludere le promesse sul comparto tecnico. Gli interni rispecchiano lo stesso sfarzo della concept. La gamma motori comprende il VR6 3.2 da 238 CV, il V8 4.2 da 330 CV, il mastodontico W12 6.0 da 414 CV, il nuovissimo V10 TDI 5.0 da 309 CV e il V6 TDI 3.2 da 222 CV.

Volkswagen Phaeton, la storia
Volkswagen Phaeton, la storia

Tutti abbinati alla trazione integrale 4Motion, con la sola eccezione della 3.2 con la trazione anteriore. I cambi sono gli automatici Tiptronic a cinque e sei marce, con la possibilità delle levette al volante, e un manuale a 6 marce.

Volkswagen Phaeton, la storia

Il telaio è condiviso con le contemporanee Bentley Continental GT e Flying Spur, derivato da quello della coeva Audi A8, ma fatto in acciaio anziché in alluminio. L’auto è disponibile a passo normale oppure col passo lungo (+10 cm), con la possibilità di configurare i posti dietro per tre persone, come è consuetudine su tanti modelli, oppure a due posti, con una pratica consolle centrale in cui far installare un frigobar. La versione LWB è lunga di 5,2 metri e larga 1,9 metri. La versione a dodici cilindri, come imposto da Piech, è in grado di toccare i 300 km/h e di scattare sullo 0 a 100 in 5,9 secondi. Prestazioni da supersportiva ma si decide comunque di fissare il limitatore di velocità a 250 km/h.

 

Flop annunciato

Come prevedibile, sia dal pubblico sia dalla non molto preoccupata concorrenza, la Volkswagen Phaeton raccoglie sin da subito pochissimi ordini, addirittura dal mercato nordamericano viene ritirata dopo solo due anni. Cosa dovuta non agli ottimi contenuti, sugli stessi livelli delle altre berline di segmento F, ma al bizzarro connubio tra il listino prezzi di poco inferiore alle altre, e l’immagine del marchio Volkswagen, decisamente non abbastanza "nobile" per poter capeggiare spavaldo su un’auto di prestigio.

Volkswagen Phaeton, la storia

Negli anni la Phaeton riceve un aumento di cavalli, un’aggiunta di sofisticati accessori e un lifting estetico, concentrato sul frontale. Nel 2016, dopo aver vivacchiato principalmente sul mercato cinese, esce di scena senza destare grande attenzione. Nell'arco di quindi anni ne sono state prodotte 84.253, un numero decisamente inferiore alle previsioni che puntavano ad una capacità produttiva annua di 35.000 pezzi.

I prezzi della Phaeton nuova

La Phaeton spazia in listino dai 67.000 euro della 3.0 V6 ai quasi 140.000 euro della 6.0 W12 a passo lungo, in linea con le ammiraglie di Ingolstadt e Monaco ma più bassi, di quasi 20.000 euro, rispetto alla Classe S di Stoccarda.

Volkswagen Phaeton, la storia

Variazioni sul tema

Ai piani alti, incuranti dell’immediato flop nelle vendite, pensano a nuove varianti di carrozzeria, Viene realizzata la Lounge, una sontuosa limousine destinata a capi di stato, mossa dal W12, lunga 6,8 metri e dotata di un equipaggiamento principesco, comprendente anche un set di bicchieri in cristallo.

Volkswagen Phaeton, la storia
Volkswagen Phaeton, la storia

Ai tempi si diffonde pure la voce sull’introduzione di una decappottabile con tetto rigido, da contrapporre alla Mercedes SL.

Un'erede all’orizzonte?

Alcune voci danno per possibile l’arrivo di una nuova ammiraglia nella gamma del marchio, mossa da batterie al litio. Nel frattempo in Cina è entrata in listino la Phideon, concepita esclusivamente per quel mercato, che in parte ne raccoglie l’eredità spirituale.

Volkswagen Phideon GTE

Nel frattempo l’avveniristica fabbrica di Dresda è stata incaricata dell’assemblaggio, sotto lo sguardo curioso del pubblico di fuori, dell'elettrica e-Golf e poi della ID.3.

Da 7.000 euro fino a prezzi da collezionista

Se vi sentite importanti come un capo di stato sappiate che oggi è possibile portarsi a casa una Phaeton usata, in ottime condizioni, attorno ai 10.000 euro, godendo dell’ottima qualità costruttiva tedesca.

Volkswagen Phaeton, la storia

Nello specifico entro i 7.000 euro si trovano le Phaeton 3,0 V6 TDI più datate, mentre i modelli più recenti, a passo lungo, V10 TDI e benzina superano anche i 20.000 euro. A patto di accettare un design da Passat con gli steroidi e di rinunciare al carisma tipico delle Mercedes.

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