Sarà in vendita entro fine 2020, con autonomia di circa 200 km e prezzi da 34.900 euro

Anche per Mazda arriva il momento di svelare la prima auto elettrica. Lo fa al salone di Tokyo, dove viene presentata la MX-30 (in vendita nella seconda metà del 2020), un raffinato crossover lungo 4,40 metri che strizza l’occhio alle coupé, come denotano i sottili fari anteriori, il tetto arcuato e il piccolo lunotto assai inclinato. La Mazda MX-30 ha una carrozzeria dalle superfici pulite e levigate, con ampi fascioni in plastica anti-graffio ad arricchire (e proteggere) i passaruota.

L’elemento più distintivo dell’auto sono tuttavia le portiere posteriori apribili controvento: si chiamano Freestyle doors e facilitano l’accesso a bordo, complice il generoso angolo di apertura, che raggiunge gli 80° (quelle anteriori si aprono, in modo tradizionale, fino ad 82°). L'apertura controvento è un chiaro omaggio alla sportiva RX-8. I sedili anteriori sono dotati di un meccanismo che ripiega lo schienale e li fa scorrere in avanti alla pressione di un tasto, in modo da rendere più agevole la salita a bordo per chi deve sedersi sul divano.

Un piccolo salotto

Mazda ha riservato le stesse attenzioni all’interno della MX-30, che appare molto curato e ricco di soluzioni originali. Su tutte il mobiletto del cambio: è rialzato, per avvicinare il selettore alla mano del conducente, e montato su una consolle che dà l’idea di essere sospesa. Alla base e dietro di essa si possono alloggiare piccoli oggetti.

Mazda MX-30

Il mobiletto è collegato alla plancia attraverso una sottile superficie, occupata da uno schermo touch di 7” che integra i comandi per il “clima” e altri servizi di bordo. Un secondo schermo di 7”, montato nella parte alta della consolle, si gestisce attraverso la rotella nel tunnel e permette di controllare il sistema multimediale. La casa giapponese ha utilizzato colori caldi e alcuni materiali di scarto, compreso il sughero dell’originale porta-lattine sotto la consolle del cambio. I sedili posteriori invece ricordano un divano.

Grazie all'elettronica si guida meglio

La MX-30 dovrebbe rivelarsi un crossover piacevole e svelto da guidare, stando alle anticipazioni della casa, che ha aumentato la rigidità del telaio e rivisto il sistema G-Vectoring Control (GVC), che migliora l’inserimento dell’auto in curva caricando maggiormente il peso sull'asse anteriore grazie a piccoli trasferimenti di carico fra i due assi delle ruote: la sua evoluzione si chiama e-GVC Plus e dovrebbe funzionare in modo ancora più efficace, perché il sistema non sfrutta i freni ma “taglia” in modo impercettibile la potenza del motore elettrico.

Mazda MX-30

Mazda ha implementato inoltre il Motor Pedal, un sistema che rende la guida più fluida aiutando il conducente a non schiacciare troppo l’acceleratore quando sta guidando in modo rilassato o a bassa velocità nel traffico. Il crossover riprende la tecnica del prototipo e-TPV (più in basso il nostro primo contatto) e ha un motore elettrico da 143 CV, alimentato da batterie con capacità di 35,5 kWh: ne deriva un'autonomia di circa 200 chilometri, misurati secondo il ciclo WLTP.

La batteria "giusta"

La capacità delle pile sembra ridotta per un'auto lunga e ingombrante come la MX-30 - basti pensare che la citycar Honda e ha batterie da 35 kWh -, ma la casa giapponese ha calcolato che un'auto elettrica con batteria da 95 kWh emette, nell'intero ciclo di vita, più CO2 di una diesel. Da qui la scelta di affidarsi a batterie di "taglia" minore, che garantisce peso ridotto e minori ingombri (soprattutto nello spessore) per un'ottimale integrazione dell'accumulatore nella scocca.

Per chi vuole invece un'autonomia maggiore sarà disponibile (ma solo dal 2021) il motore rotativo Wankel, che funge da range extender e non trasferisce il moto alle ruote, ma ricarica le batterie quando il loro livello di carica scende sotto un livello prefissato.

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