Definite le regole per i sistemi di avviso: allarme obbligatorio, non le notifiche

Il Ministero dei Trasporti ha annunciato i requisiti tecnici per i seggiolini auto e i dispositivi anti abbandono, quei sistemi di allarme che segnalano ad un genitore distratto se sta dimenticando un bambino nell’auto in sosta. L'obbligo, che riguarda il trasporto in macchina di bambini fino a 4 anni d'età, entra in vigore dal 7 novembre 2019, come ci è stato confermato dal Ministero.

Il decreto attuativo dell'obbligo è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale e i trasgressori verranno puniti con una multa da 81 a 326 euro, ma in caso di recidiva entro due anni è prevista la sospensione della patente da 15 a 60 giorni. 

Anche aftermarket

Per la legge i sistemi anti abbandono devono essere di tre tipi: o integrati nei nuovi seggiolini, o accessori per seggiolini già in uso oppure dotazioni di serie o optional per auto, a patto che siano inseriti nel fascicolo di omologazione dell’auto stessa.

I sistemi anti abbandono dovranno attivarsi automaticamente e senza che il guidatore compia altre azioni, emettendo un suono di conferma non appena il sistema è operativo. E’ previsto inoltre che i i sistemi anti abbandono emettano una vibrazione, un segnale luminoso o uno acustico in caso di pericolo; se il genitore dovesse dimenticare il “pargolo” a bordo, il sistema dovrà generare un suono abbastanza forte ad essere percepito all’esterno dell’auto.

Infine, in caso il sistema si alimentato a batterie, dev’essere prevista un’indicazione della carica residua della pila. Non è obbligatorio invece un sistema per l’invio di notifiche o chiamate ad uno smartphone.

Come funzionano

L'obiettivo è evitare la morte in auto dei bambini piccoli, talvolta dimenticati fatalmente in auto sotto il sole. I dispositivi anti abbandono sono collegati, tramite Bluetooth e app, al cellulare di chi guida e, se questa persona si allontana di qualche metro dall'auto lasciando il bambino in macchina, parte l'allarme (sotto forma di telefonata o notifica).

Se non c'è risposta, proprio come succede con un allarme di casa, il sistema inizia a telefonare o contattare i numeri di emergenza indicati nell'app, uno dopo l'altro fino ad ottenere una risposta. Chi risponde riceve la posizione GPS dell'auto per mandare i soccorsi.

Fotogallery: Seggiolini auto, la normativa i-Size