Nella bozza della Legge di Bilancio si parla di un aumento di 3 volte per quanto riguarda l’imponibile per auto a uso promiscuo

Il Governo ha terminato la prima bozza di Legge di Bilancio, pronta quindi ad arrivare in Camera e Senato per essere discussa e (con ogni probabilità) modificata. Un documento che, tra le altre cose, parla anche di auto e nella fattispecie di auto aziendali, con una pesante stangata che di fatto triplica i costi per chi le utilizza per uso promiscuo (ovvero utilizzate sia per lavoro, sia per uso personale). Una manovra che non colpirà gli agenti di commercio, che però già normalmente non accedono ai fringe benefit in quanto raramente inquadrati come dipendenti.

Sparisce la convenienza

Attualmente le ciclomotori e auto dati ai dipendenti in “fringe benefit” godono di una tassazione agevolata al 30%, cosa che rende appetibile tale soluzione per molte aziende. Dal primo gennaio 2020 non sarà più così, perché la tassazione sarà del 100% con esponenziale aumento dei costi. Facciamo qualche esempio sulla base delle attuali tabelle ACI, che calcolano costi chilometrici e Fringe Benefit (sulla base di una percorrenza annua di 15.000 km) per tutte le auto in commercio.

Modello auto

Alimentazione

Costo chilometrico (per 15.000 km)

Fringe Benefit attuale

Fringe Benefit dall’ 1/01/2020

Alfa Romeo Giulia

160 CV

Diesel

0,6151

2.768

9.226

Audi A4 Avant 150 CV

Diesel

0,6099

2.744

9.148

BMW Serie 3 Touring 150 CV

Diesel

0,5740

2.583

8.610

Fiat Panda 69 CV

Benzina

0,3855

1.734

5.782

smart Fortwo 90 CV

Benzina

0,3921

1.764

5.881

Hyundai Kona 64 kWh

Elettrica

0,4485

2.018

6.727

Nissan Leaf

Elettrica

0,3834

1.725

5.751

Toyota Prius

Plug-in

0,6018

2.707

9.027

Lexus NX 2WD

Ibrido

0,7061

3.177

10.591

Dacia Sandero 90 CV

GPL

0,3242

1.458

4.863

Skoda Octavia Wagon 140 CV

Metano

0,4689

2.110

7.033

Una serie di aumenti che coinvolge non solo modelli benzina e diesel, ma ingloba anche GPL, metano e – soprattutto – ibride ed elettriche. Scegliere quindi di dotare i propri dipendenti di modelli elettrificati non conta nulla per il Governo, alla faccia del Green New Deal, anch’esso contenuto nella bozza della manovra finanziaria.

Uno schiaffo al settore

La scelta di aumentare i costi per le auto rischia di affossare il mercato del noleggio auto che, come sottolineato dall’ANIASA (Associazione Nazionale dell’Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici) attualmente conta circa 2 milioni di utilizzatori e che pesa per il 40% sulle nuove immatricolazioni.

"Il Governo che, a parole con il Tavolo sull’Auto, dichiara di voler supportare la filiera delle quattro ruote, ne sta determinando il collasso. Siamo scioccati da questo atteggiamento schizofrenico che conferma i timori di un’attitudine antindustriale che sembra animare le scelte di questo Governo" ha commentato l'Associazione, aggiungendo

Sulla complessiva flotta di veicoli in noleggio a lungo termine più della metà sono veicoli di piccola e media cilindrata e tutti i veicoli sono Euro 6, ibridi o elettrici. Il pesante e negativo impatto riguarda, quindi, il fronte delle emissioni. In questo modo si rendono ulteriormente gravosi i costi di mobilità e trasporto delle imprese italiane, già penalizzate da una disequilibrata fiscalità rispetto ai competitor europei, rendendo a questo punto inevitabile il ricorso in Commissione Europea per l’immediata applicazione della Sentenza di Strasburgo sull’equiparazione dei regimi IVA.