Premier, ministri e sindacati chiedono che i piani di FCA vengano confermati, mentre Manley scrive ai dipendenti

L’accordo fra i gruppi FCA e PSA è la notizia del giorno in Italia. Ne ha parlato anche il premier Giuseppe Conte, che ha spiegato di non voler entrare nel merito dell’accordo (“Si tratta di un'operazione di mercato”), pur augurandosi “che sia assicurato il livello di produzione e quello di occupazione in Italia e quindi la continuità aziendale".

L’opinione del premier è condivisa dal Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, che chiede a FCA "continuità sul piano industriale e sugli investimenti e la produzione in Italia”. Patuanelli, come riferisce La Repubblica, si augura che le economie allo studio fra i due gruppi non vadano a danneggiare i lavoratori italiani.

Tutelare i livelli di occupazione

Il Corriere della Sera invece riporta il parare del sindaco di Torino, Chiara Appendino, che ha annunciato di voler incontrare i vertici di FCA “per conoscere quali effetti avrà il progetto di fusione per i siti produttivi a Torino e per assicurarsi che vengano tutelati gli investimenti ed i livelli occupazionali”.

Il costruttore italo-americano ha deciso infatti di puntare con decisione sull’area torinese, trasformando la fabbrica di Mirafiori in una “cittadella” per le future auto elettriche: qui saranno costruite la Fiat 500 a batterie e le Maserati sportive alla spina. FCA ha investito 800 milioni di euro per riconvertire la fabbrica torinese.

Sindacati scettici in Italia, ottimisti in Francia

Di altro tenore il pensiero di Francesca Re David, segretario generale del sindacato Fiom, che si considera preoccupata per possibili licenziamenti o chiusure di fabbriche, nonostante FCA abbia smentito questa ipotesi. "C'è una fortissima preoccupazione per gli stabilimenti – è il suo parere –. In Italia c'è una capacità produttiva potenziale di 1,5 milioni di auto l’anno, ma ne vengono prodotte meno della metà. I nostri stabilimenti sono pieni di cassintegrati. La fusione è molto rischiosa".

Opposto il parere di Patrick Michel, segretario del sindacato francese Force Ouvrière, che ha spiegato all'Adnkronos di aver avuto buone indicazioni da PSA. "L’operazione che ci è stata illustrata e sulla quale stanno lavorando i due gruppi è molto favorevole e abbiamo avuto delle rassicurazioni dal punto di vista dei livelli occupazionali - è il suo commento -. Non ci saranno chiusure di fabbriche".

La lettera di Manley ai dipendenti

Il tema dell’occupazione è stato affrontato anche da Mike Manley, numero uno di FCA, nella lettera indirizzata ai dipendenti del gruppo, in cui li assicura che i risparmi allo studio dopo la fusione non verranno ottenuti chiudendo stabilimenti. “Diventando un unico gruppo – si legge nella lettera, che pubblichiamo in basso – saremmo in grado produrre 3,7 miliardi di euro di sinergie. Queste sinergie non sono basate sulla chiusura di impianti”.

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Cari Colleghi, sono felice di annunciarvi che ci stiamo muovendo verso una fusione paritetica (50/50) con Groupe PSA, con l’obiettivo di creare un gruppo leader a livello mondiale, che avrà dimensioni, talento e risorse per competere e vincere in un’industria in trasformazione.

L’unione delle nostre attività darebbe vita al 4° più grande gruppo automobilistico mondiale, con un potenziale di quasi 9 milioni di veicoli venduti all’anno e ricavi combinati di circa 170 miliardi di euro.

Unirebbe la forza dei rispettivi marchi dei due gruppi nei segmenti luxury, premium, veicoli passeggeri mainstream, SUV, truck e veicoli commerciali leggeri. E trarrebbe beneficio dalle competenze congiunte in quelle tecnologie-chiave che stanno ridisegnando la mobilità del futuro.

Diventando un unico gruppo, saremmo in grado di generare una crescita di valore significativa, producendo circa 3.7 miliardi di euro di sinergie run-rate stimate all’anno, derivanti da efficienze negli investimenti grazie alla condivisione di piattaforme, motori e tecnologie, e da un maggiore potere d’acquisto. Queste sinergie non sono basate sulla chiusura di impianti.

Lasciatemi aggiungere che la fusione proposta va oltre i numeri e le sinergie. Intendiamo unire due aziende con la stessa visione, lo stesso livello di apertura e fiducia l’uno nell’altro.

A un livello più personale, il mio rispetto per l’amministratore delegato di Groupe PSA, Carlos Tavares, così come la nostra amicizia, durano da circa un decennio. Mi sento stimolato e ispirato all’idea di poter lavorare con lui e con tutti voi per costruire insieme una nuova grande azienda. Unire aziende e culture è qualcosa che sappiamo fare bene. FCA è il frutto della nostra capacità di trasformare le differenze in punti di forza, abbracciare la sfida della diversità e puntare insieme verso i risultati. L’unione che abbiamo in mente con Groupe PSA si baserà su questo successo. 

Ci auguriamo di portare a termine i nostri colloqui e raggiungere un Memorandum of Understanding nelle prossime settimane. Dopo di che, ci vorrà un po’ di tempo per accordarci sulla documentazione finale e completare le necessarie consultazioni e ottenere l’approvazione degli azionisti. Nel frattempo, è di vitale importanza che continuiamo a lavorare come un gruppo forte e indipendente, realizzando il nostro piano industriale e raggiungendo i risultati che abbiamo fissato.

Intendo organizzare, molto presto, un incontro con tutte le persone che lavorano in FCA a livello globale, durante il quale vorrei condividere alcune riflessioni sullo stato del business, sull’annunciata fusione e le mie aspettative per il resto dell’anno. Spero di poter rispondere a quante più domande possibile. Vi ringrazio ancora per il vostro lavoro e il vostro impegno.