La percentuale di clienti "rosa" è in aumento. Barbara Bonansea, calciatrice della Juve, ci ha svelato la sua preferita

Donne e calcio, donne e motori. Sono sempre di più gli ambiti con una forte connotazione maschile che stanno coinvolgendo le donne. Un esempio lampante è Jeep, un marchio nato negli Anni ‘40 nell’orbita dell’esercito americano, sinonimo di off road duro e puro ed oggi sempre più scelto dalle donne: parliamo del 20% della clientela, un dato che in Francia sale al 30%, con Renegade e Compass in testa alle preferenze.

Da parte sua Jeep si sta avvicinando sempre di più alle automobiliste tramite sponsorizzazioni mirate, come il programma televisivo Donnavventura o la partnership con Wanderlust 108, l'evento di Mindful Triathlon dedicato al mondo del fitness e del benessere che da due anni vede il brand protagonista in alcuni dei principali incontri europei di yoga lifestyle con la disciplina di fitness denominata "Surfset" Yoga. Ma il marchio Jeep compare anche sulla maglia della Juventus Women e quando le giocatrici si sono recate a Balocco per provare la gamma c’eravamo anche noi.

La Jeep preferita da Barbara Bonansea 

Dopo l'esordio nel Campionato di serie A nel 2017, le campionesse della Juventus Women hanno già conquistato due scudetti, una Coppa Italia e lo scorso fine settimana la Supercoppa Italiana femminile. Barbara Bonansea, classe 1991, è attaccante o centrocampista della Juventus e della nazionale italiana. Vanta già quattro titoli di Campione d'Italia, tre Coppe Italia e altrettante Supercoppe italiane. Con lei abbiamo fatto un giro in pista e quattro chiacchiere a Balocco.

Jeep con la Juventus Femminile

Cosa guarda in un’auto?

La prima cosa che guardo è com’è fuori, il look; un’auto mi deve innanzitutto piacere. Poi guardo molto bene dentro, deve essere spaziosa. L’auto ideale è comoda, un buon compromesso tra aspetto e sostanza.

Quale Jeep preferisci?

Wrangler sicuramente, perché è un’auto sportiva che trasmette emozione. E’ anche un’auto che mi fa pensare a mio padre.

Qual è il tuo stile di guida?

Mi piace molto guidare. Non amo fare le corse e non sono spericolata, ma dove posso mi piace andare forte e prediligo una guida sportiva. Mi è capitato di guidare in off road e mi sono molto divertita, soprattutto in curva.

Da dove nasce la passione per le auto?

Non sono una folle appassionata, ma le macchine mi piacciono. E’ qualcosa che mi ha trasmesso mio padre. Io non ero ancora nata quando lui gareggiava con gli amici, ma ne parla spesso e quand’è così è inevitabile… Alcune passioni si trasmettono. Un po’ come col calcio.

 

Una ragazza con i tacchetti

Come hai iniziato a giocare?

Semplicemente giocavo in giardino con mio fratello e mio padre. Poi un giorno, mentre ero andata a vedere gli allenamenti di mio fratello, l’allenatore mi ha chiesto se volevo giocare anche io…

Quindi giocavi con i maschi?

Sì, non sempre ero l’unica, ma da quando avevo cinque anni l’ho sempre portato avanti.

Notavi differenze?

Noi bambini mai. Giocavamo insieme e basta, a scuola e in campo durante gli allenamenti. Erano più gli adulti che mi facevano notare che "ero una femmina".

Fotogallery: Jeep e la Juventus Women a Balocco