La Legge di Bilancio entra oggi in Parlamento, ma il pressing sul Governo potrebbe far rinviare tutto. Ecco perché

Quello appena trascorso è stato un weekend molto caldo sul fronte automobilistico, con la Legge di Bilancio e la doccia fredda sulle auto aziendali in fringe benefit. Per chi si fosse perso la discussione o abbia capito poco delle polemiche che hanno conquistato le prime pagine dei giornali, facciamo un breve riassunto.

Nel testo in bozza della Finanziaria era stato inserito un paragrafo che triplicava l'imposizione fiscale sulle auto aziendali per uso promiscuo (ovvero utilizzate dai dipendenti per lavoro e tempo libero). Attualmente la tassazione è al 30% e il Governo proponeva di portarla al 100%, con un notevole impatto in busta paga in termini di ripresa a tassazione. Per capirci, una Fiat Panda aziendale in versione benzina comporterebbe un imponibile di 5.782 euro all’anno, contro i 1.734 attuali.

Quindi è partito lo tsunami di polemiche a cominciare dalle associazioni di categoria che hanno criticato aspramente l'ipotesi di tassazione che causerebbe un tracollo del mercato delle auto aziendali. E le critiche, di fatto, hanno convinto la maggioranza ad un parziale dietrofront.

Cosa cambia (e potrebbe cambiare ancora)

Il testo della Legge di Bilancio che andrà in Parlamento sarà ancora quello vecchio, contenente quindi l’aumento al 100%, ma il Governo – per bocca del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – ha già comunicato che “Tempi e modalità di applicazione possono essere rivisti per evitare un impatto negativo sull'imposta pagata dai lavoratori dipendenti e sulle imprese. Apriremo un tavolo per migliorare la misura in Parlamento”.

Di fatto la nuova proposta sarebbe riconfigurata così:

Tipologia Tassazione
Auto elettriche o ibride 30%
Auto con emissioni di CO2 fino a 160 g/km 60%
Auto con emissioni di CO2 > 160 g/km 100%

Il Governo salverebbe dunque le auto elettrificate (bisogna capire se sono compresi tutti i livelli di elettrificazione) e riciclerebbe lo scaglione di emissioni di CO2 introdotto con l’ecotassa. Un intervento del genere si inserirebbe nella scia del cosiddetto Green New Deal, quell'insieme di provvedimenti annunciati dal Governo che mirano ad agevolare (o non penalizzare) le scelte di consumatori e aziende in grado di ridurre l'impatto ambientale.

Naturalmente, trattandosi di una proposta che entrerà in un emendamento alla Legge di Bilancio, subire per certo ulteriori variazioni. Inoltre, come detto dallo stesso Ministro Gualtieri, il provvedimento potrebbe diventare operativo più avanti e non dal 1° gennaio 2020. Si ipotizza possa entrare in vigore nel corso del 2020 o addirittura nel 2021, dando così tempo alle aziende di ripensare le car policy per i propri dipendenti. 

Quanto "valgono" le auto aziendali

Intanto le critiche da parte delle aziende di settore non si placano e l'ANIASA (Associazione Nazionale dell’Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici) ha sottolineato come, se la legge dovesse diventare operativa,

Di fronte a tale inasprimento fiscale è preventivabile una riduzione per il primo semestre 2020 di almeno il  10%  delle  immatricolazioni  uso  noleggio lungo  termine (circa  30.000  unità) con minori entrate per l’Erario e gli enti Locali pari a 190milioni di euro, minori  entrate che aumenterebbero a 260 milioni, considerando l’intero comparto dell’auto aziendale.

L’associazione ha fatto un esempio per sottolineare il pesante aumento delle tasse (e conseguente diminuzione del reddito netto) per chi guidi una Fiat Tipo 1.4 benzina da 95 CV (la sesta auto più richiesta nel 2019 come auto aziendale)

Costo per km

Fringe benefit attuale

Irpef sostenuta dal dipendente

Fringe benefit proposto (60%)

Nuova irpef sostenuta dal dipendente (euro)

Aumento irpef (euro)

Totale costi (euro)

0,4485

2.018

767

4.036

1.534

768

5.570

Un aumento considerevole per un modello certamente non di lusso, come le altre che compongono la top 10 nella classifica delle auto aziendali più diffuse in Italia:

  1. Fiat Panda
  2. Renault Clio
  3. Lancia Ypsilon
  4. Fiat 500X
  5. Jeep Renegade
  6. Fiat Tipo
  7. Fiat 500
  8. Nissan Quashqai
  9. Peugeot 3008
  10. Volkswagen Golf

L'esposizione del Gruppo FCA ad uno stravolgimento del mercato delle auto aziendali rende la questione ancora più delicata dal momento che il Costruttore nazionale è già in difficoltà con diversi stabilimenti in cassa in integrazione. E quando si parla di posti di lavoro, la pressione sul Governo non può che aumentare...