Nasce il quarto gruppo mondiale dell’auto in un settore dove più di 10 anni fa Marchionne sosteneva la necessità di un consolidamento

L'ex numero uno di FCA, Sergio Marchionne, aveva previsto che sarebbero rimasti solo sei gruppi automobilistici in tutto il mondo, ognuno con le "spalle" abbastanza larghe per superare indenne le sfide e i cambiamenti del mercato. Oggi i gruppi non sono ancora sei, ma l'industria sembra andare in quella direzione.

Alcuni produttori uniscono le forze per raggiungere obiettivi specifici, come hanno fatto Volkswagen e Ford ma anche molti altri che non sono arrivati a fusioni vere e proprie o scambi azionari, come invece faranno FCA e PSA. In entrambi i casi la parola che si nasconde dietro alle operazioni è: sinergia. Di origine greca, significa proprio cooperare, collaborare e nel settore auto ci sono tanti esempi di cooperazione tra aziende.

I più grandi gruppi auto al mondo

Gruppo Vendite 2018 (milioni)
Vendite 2017 (milioni)
Variazione %
1. Volkswagen 10,80 10,70 +0,9%
2. Renault Nissan Mitsubishi 10,76 10,60 +0,9%
3. Toyota 10,60 10,40 +1,9%
4. FCA+PSA 8,70 8,00 +8,7%
5. General Motors 8,38 9,60 -12,7%
6. Hyundai Kia 7,31 7,33 -0,2%
7. SAIC 7,05 6,93 +1,7%
8. Honda 5,00 5,14 -2,7%
9. Ford 5,98 6,65 -10,0%
10. Dongfeng 3,05 3,50 -12,8%
11. Daimler 3,40 3,30 +3,3%
12. FAW n.d. 3,35 -
13. Suzuki 3,33 3,16 +5,3%

14. BMW

2,49 2,46 +1,2%
15. GAC 2,14 2,00 +7,0%
16. Changan 2,13 2,87 -25,7%
17. Mazda 1,59 1,60 -0,2%
18. Geely 1,50 1,24 +20,9%
19. Great Wall 1,05 2,07 -49,2%
20. Tata + JLR 1,00 1,16 -13,7%

Sinergia, la parola chiave

Le alleanze con finalità specifiche sono sicuramente efficaci e meno difficili da gestire rispetto ad una fusione vera e propria, che presenta complessità di realizzazione maggiore, ma ha una portata decisamente più ampia. In questo caso le sinergie possono riguardare i costi e la diversificazione geografica, ma anche la diversificazione normativa.

FCA-PSA fusion

Unire le forze e aumentare le dimensioni significa ottimizzare l'utilizzo degli impianti, con quello che comporta in termini di diminuzione di costo per unità di prodotto: razionalizzare le piattaforme, ottenere vantaggi in fase di approvvigionamento di materie prime, ridurre i costi del personale e ottimizzare i costi di Ricerca e Sviluppo. A questo si aggiunge il fatto che viene razionalizzata anche tutta la struttura di vendita e post vendita a livello globale, con altri impatti positivi sui costi.

La geografia è importante anche per l'auto

C'è poi la diversificazione geografica: essere presenti in più parti del mondo attutisce gli effetti negativi del rallentamento che può verificarsi in una parte del globo rispetto ad altre. Ma, oggi più che mai, la diversificazione è importante anche perché i vincoli normativi sono diversi a seconda della parte del mondo che guardiamo e un produttore globale e di grande dimensioni può affrontarli meglio. In Europa i nuovi limiti sulle emissioni imposti dalla legge costringono gli OEM ad ingenti investimenti nell'elettrico che, almeno nel breve termine, hanno enormi impatti sui costi.

FCA-PSA fusion

Negli USA, se passerà la linea Trump, i produttori di auto potranno stare più tranquilli perché le disposizioni varate nel 2012 che richiedevano una media di efficienza complessiva per le flotte di ogni Casa di 46,7 miglia per gallone entro il 2025 si posizionerebbero intorno alle 37 miglia per gallone nel 2026. Questo significa, ad esempio, che i produttori potranno finanziare gli investimenti necessari in Europa con i risparmi che otterranno negli Stati Uniti.

La ricetta Tavares

Da una prima analisi, le sinergie che si potrebbero realizzare dalla fusione tra FCA e PSA si aggirano intorno ai 3,7 miliardi di euro. Naturalmente le sinergie hanno un "prezzo" e richiedono importanti piani per essere implementate, ma Tavares sembra essere un esperto della materia e quello che ha fatto con Opel (anche in termini di capacità di negoziazione con Sindacati e Governo) è un ottimo biglietto da visita.

FCA-PSA fusion

Insomma, sulla carta sembra proprio che essere più grandi sia meglio, anche perché la dimensione potrebbe mettere al riparo da altri problemi e altri settori potrebbero portare in dote esempi preziosi.

"Too big to fail"

La crisi bancaria del 2008 portò alla ribalta un'espressione ormai entrata nell'uso comune: "Too big to fail" - troppo grande per fallire. Ci si riferiva a quelle banche o istituzioni finanziarie così grandi e rilevanti all'interno delle rispettive economie che non potevano essere lasciate fallire perché altrimenti si sarebbe aperta una profonda crisi di mercato.

Chissà se un giorno si arriverà a questo anche nel settore auto. In realtà è un déjà vu perché ci si è già arrivati: GM in America è stata salvata dal Governo, la partecipazione della Francia in Renault e PSA va nella stessa direzione e Volkswagen è un'azienda d'importanza nazionale in Germania. Too big to fail vale anche per le auto.

Fotogallery: Fusione FCA-PSA