Niente rifornimento su strade e autostrade dalle 6.00 del 6 novembre fino alle 6.00 dell’8 novembre, anche al self service

Nessun dietrofront dell’ultimo minuto e così lo sciopero dei benzinai indetto per le giornate del 6 e 7 novembre 2019 è stato confermato. Un’agitazione che, nelle intenzioni delle sigle sindacali che hanno indetto lo sciopero, colpirà l’intero territorio nazionale su strade e autostrade.

Le stazioni di rifornimento rimarranno chiuse dalle 6.00 del 6 novembre alle 6.00 dell’8 novembre, compreso il servizio self service.

Sciopero benzinai, cosa fare?

Le 48 ore di chiusura dei distributori rischia naturalmente di creare molti disagi agli automobilisti, specialmente a chi dell’auto non può proprio fare a meno e deve macinare centinaia di chilometri al giorno. Il consiglio naturalmente è quello di recarsi entro le 6.00 del 6 novembre in una stazione di rifornimento per fare il pieno.

Casomai vi dovesse venire in mente di portarvi dietro una tanica di carburante, per evitare spiacevoli contrattempi, dovete tenere conto che questo può essere trasportato a patto che:

  • Venga stoccato in taniche apposite e certificate
  • Non superi i 10 litri
  • Sia dello stesso tipo di quello utilizzato dall’auto che si usa per il trasporto (diesel per auto diesel, benzina per auto benzina)

Sciopero dei benzinai, i perché della protesta

“La protesta è rivolta innanzitutto nei confronti del Governo che sta gravando – con adempimenti inutili e cervellotici – su un’intera Categoria” si legge nella nota dei sindacati di categoria “con provvedimenti che vanno: dalla fatturazione elettronica, ai Registratori di cassa Telematici (anche per fatturati di 2 mila €/anno); dalla rimodulazione dell’Indice Sintetico di Affidabilità fiscale (ISA) irraggiungibile per i Gestori, all’introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di  Registrazione giornaliera in formato elettronico; dall’invio dei corrispettivi giornalieri in formato elettronico fino al gravame fiscale e contributivo per i Gestori che non ricevono – in tempo – da Fornitori e Agenzia delle Entrate i documenti necessari per la loro contabilità.

La Legge finanziaria è quindi nel mirino, con i suoi provvedimenti che, come espresso dai sindacati “duplicano gli esistenti e che non hanno alcuna valenza sulla lotta all’illegalità o alla infedeltà fiscale: in sostanza si trasformano i Gestori in “controllori” dell’intera filiera con responsabilità (anche penali) che non sono connesse con la loro attività”.