Il circuito brianzolo è il primo di tutta Europa coperto dalla rete mobile ultraveloce, tecnologia al centro del futuro della mobilità

Si parla sempre più di 5G e delle sue potenzialità, delle possibilità che apre a molte realtà. Tra queste c’è l’auto, per la quale la rete mobile ultraveloce rappresenta un tassello fondamentale per la guida autonoma (e non solo). Una tecnologia, quella delle auto che si guidano da sole o in remoto, che potrà essere testata anche all’Autodromo di Monza grazie alla copertura totale della rete 5G di TIM, che ha acceso i propri ripetitori durante il weekend del Monza Rally Show.

Motorsport e prodotto

Un evento che rende l’Autodromo di Monza il primo in Europa a poter contare sulla connessione 5G, grazie alla quale si aprono numerose possibilità di utilizzo, dedicate sia al motorsport e agli appassionati che lo seguono da casa, sia per test su guida autonoma e nuove tecnologie per le auto di domani. Numerose applicazioni mostrate durante il weekend di gara che ha animato il tracciato brianzolo.

Pe mostrare le potenzialità lato utenti del 5G, ad esempio, la Skoda Fabia da rally guidata da Marco Bonanomi, con Gigi Pirollo come navigatore, è stata seguita da numerose telecamere (compreso un drone) le cui immagini sono state trasmesse in streaming, in risoluzione 4k, proprio utilizzando la connessione ultraveloce.

Si tratta naturalmente solo di una delle numerose applicazioni della rete 5G che già dal prossimo Gran Premio di Formula 1 (previsto come al solito a inizio settembre) i vari team potranno ricevere e mandare dati a velocità nettamente superiore a quella attuale.

La guida autonoma in circuito

Sempre durante il weekend del Monza Rally Show TIM e l’Autodromo di Monza hanno mostrato le potenzialità del 5G con una speciale BMW i3 guidata da remoto. In sala stampa era infatti presente una postazione simile a quella dei moderni simulatori di guida, collegata tramite rete 5G all’elettrica della Casa bavarese nella quale era presente un ingegnere al posto di guida, ma solo come “backup” in caso di malfunzionamenti.

Grazie alla latenza, ovvero il tempo che intercorre tra l’invio di un segnale e la sua ricezione, particolarmente bassa (nell’ordine dei 5 millisecondi) ogni input dato ai pedali e al volante viene trasmesso praticamente in tempo reale all’auto, quasi come se si fosse seduti realmente al posto di guida.

Il discorso della latenza assume grande importanza anche per quanto riguarda l’invio di segnali di pericolo lungo la strada. Si sente infatti sempre più parlare di V2X, ovvero quella tecnologia che permette alle auto di inviare informazioni ad altre auto sullo stato della strada che si sta percorrendo. Tecnologia già presente su alcuni modelli più recenti (come la nuova Volkswagen Golf 8) che grazie al ridottissimo tempo di trasmissione della rete 5G può aumentare notevolmente la sicurezza sulle strade urbane ed extraurbane.

La Lombardia come centro di sperimentazione

L’accensione del 5G all’Autodromo di Monza fa parte del progetto di TIM di coprire gran parte della Lombardia con la rete ad alta velocità, per creare un ecosistema di smart cities (le cosiddette città intelligenti) dove auto e infrastrutture possono parlare tra di loro. Si chiama in gergo Internet of Things (internet delle cose, abbreviato IoT) e rappresenta il futuro delle nostre città.

Assieme al circuito brianzolo per ora ci sono Milano con i suoi 60 nodi 5G (che arriveranno a 100 entro fine anno) e Brescia, che ha acceso il 5G lo scorso sabato. A loro seguiranno Como, Varese e Bergamo più 14 distretti industriali nel corso del 2020.