L'Unione Petrolifera: “Tasse escluse prezzi in Italia più bassi della media Ue”, e intanto dopo 20 anni salgono i consumi di benzina

L'aumento delle accise carburanti per il 2020 sembra scongiurato, ma la spada di Damocle delle clausole di salvaguardia è solo rinviata. La legge di Bilancio 2020, approvata in prima lettura dal Senato e ora al vaglio della Camera, si limita infatti a spostare in avanti il potenziale aumento del prezzo dei carburanti, che rappresenta una sorta di “assicurazione” per la tenuta dei conti italiani.

Il maggiore gettito da assicurare per il solo 2021 è pari a 1,221 miliardi di euro e l'Unione Petrolifera calcola che per centrare l'obiettivo sarebbe necessario un aumento di 3,1 centesimi al litro sia sulla benzina che sul diesel.

Tasse su tasse

L'eventuale aumento delle accise andrebbe a sommarsi a una fiscalità già particolarmente vorace. Sul gasolio le tasse pesano quasi per il 60% del prezzo alla pompa e sulla benzina per oltre il 64%. Un'incidenza, fa notare UP illustrando il suo preconsuntivo statistico 2019, da cui deriva praticamente per intero lo scarto dei prezzi italiani rispetto alla media dell'area euro. Infatti, la differenza con l'Europa sul diesel si è attestata in media nel 2020 a 14,6 cent/litro con un delta fiscale di 15,1 cent/litro, mentre per la verde lo spread è stato di 11,6 cent/litro a fronte di una maggiore tassazione di 11,1 cent/litro.

In sintesi quindi, senza calcolare la tassazione, nel 2020 il costo medio di gasolio e benzina in Italia è stato rispettivamente di 0,560 e 0,555 euro/litro, rispetto a una media europea di 0,595 e 0,600 euro/litro.

Da notare che nel corso dell'anno, grazie all'andamento dei mercati internazionali, il diesel è diminuito mediamente di circa 1 cent/litro e la benzina di 2,5 cent/litro.

I consumi di benzina ritrovano il segno più

Nel 2019, in base alle stime UP, i consumi petroliferi italiani sono ammontati nel complesso a 60,5 milioni di tonnellate (-0,7% rispetto al 2018). A fronte di una flessione dei volumi di diesel (-0,9%), dopo 20 anni si rileva un aumento di quelli della benzina (+0,5%). “Segnale di un cambiamento nelle preferenze degli automobilisti”, spiega l'associazione, “legate alle incertezze determinate da divieti e blocchi alla circolazione per le motorizzazioni diesel”.

Auto elettriche? Italia troppo ottimista

Non è potuto mancare infine un commento del presidente UP, Claudio Spinaci, sulle auto a batteria. “L'elettrico è solo una delle soluzioni ai problemi ambientali, che può essere valida nei centri storici”, spiega il numero uno dell'associazione, “ma non si può puntare su una sola tecnologia, bisogna accelerare lo sviluppo anche dei carburanti low carbon, solo così sarà possibile raggiungere gli obiettivi green senza uccidere il lavoro e la sostenibilità sociale della transizione”.

“Bisogna evitare un approccio ideologico alle questioni ambientali”, insiste Spinaci, definendo “a dir poco ottimistiche” le previsioni sulle EV contenute nel Piano Energia e Clima che il Governo si appresta a trasmettere alla Commissione Ue: 4 milioni di full electric e 2 milioni di plug-in entro il 2030. Una parola infine anche sul dibattuto tema delle colonnine autostradali ad alta potenza: “Possono costare anche 70mila o 100mila euro e hanno complicazioni pure dal punto di vista della sicurezza, è uno spreco installarle in un ambito dove ancora non c'è la mobilità elettrica”.